Un qualificato parterre di ospiti quello che ieri sera, giovedì 6 marzo, è intervenuto a Fossano per “Io voto Sì, la Riforma che fa Giustizia”, incontro di approfondimento che la Lega Salvini Premier ha organizzato in vista dell’appuntamento referenderario del 22-23 marzo prossimi.
A fare gli onori di casa nell’ex chiesa del Salice il sindaco Dario Tallone, insieme a tutta la sua Giunta, e il senatore Giorgio Maria Bergesio.
A illustrare i termini della modifica costituzionale voluta dal Governo e che porta le firme della premier Meloni e del suo ministro Nordio l’avvocato Alessandro Ferrero, presidente dell’Ordine degli Avvocati della provincia Cuneo e moderatore della serata; la dottoressa Donatella Masia, magistrato in pensione, già sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Alba prima e quindi di Asti; l’avvocato penalista Nicola Menardo e gli avvocati Mauro Anetrini, responsabile del Dipartimento Giustizia della Lega Piemonte, e Simona Giaccardi, responsabile invece del Dipartimento Giustizia Lega Cuneo.
Ospite d’eccezione, il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che così ha perorato la causa della riforma presto oggi del voto referendario: “Invito la cittadinanza a votare 'sì' per una giustizia ‘giusta’. Non è un voto che va a favore o contro il Governo, ma che consentirà al cittadino di venire giudicato da un giudice terzo e imparziale e non dal vicino di stanza del procuratore, come accade oggi. Non si vuole politicizzare un referendum, ma entrare nel merito del requisito referendario”.
“In Europa 25 Stati su 27 adottano la separazione delle carriere dei giudici e questo è particolarmente importante. Nel nostro Paese ogni anno oltre 1.000 persone sono vittime della giustizia perché arrestate, detenute e poi assolte, e quindi rimborsate con centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici. Questo è un argomento a favore di una vera terzietà del giudice, un passo per fare sì che il cittadino senta la giustizia sempre più vicina. Un cambiamento per i cittadini, le famiglie, le imprese e per tutelare la Magistratura”, ha aggiunto il senatore Bergesio.
“L’impianto normativo è sempre perfettibile e lo è nel momento in cui le esigenze storiche ne permettono il mutamento. In quest’occasione noi siamo chiamati a esprimere il nostro voto, il nostro 'sì' in un solco di riforma che è partito da lontano e che ha già visto in realtà la separazione, quanto meno di funzioni fra il giudice e il pubblico ministero. Il percorso però si è chiuso a metà, con giudice e Pm controllati da un unico organismo, il Consiglio Superiore della Magistratura. La riforma dà quindi la possibilità di avere due organismi chiamati a occuparsi di loro distintamente, senza commistioni di sorta”, ha infine concluso l’avvocata Simona Giaccardi, responsabile del Dipartimento Giustizia Lega Cuneo.
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