Venticinque anni si possono celebrare come una ricorrenza, oppure come un punto di ripartenza. Il Consorzio socio-assistenziale Alba, Langhe, Roero ha scelto la seconda strada: un anniversario che non si limita a guardare indietro, ma apre un confronto sul futuro della cura e dei servizi sociali, chiamando il territorio a una riflessione che attraverserà tutto il 2026.
Il primo appuntamento è in programma lunedì 9 marzo, alle ore 21, nella Sala Beppe Fenoglio di Alba, con la serata inaugurale dal titolo “Avere cura del futuro”.
Sul palco si confronteranno due voci di primo piano del panorama culturale e sociale italiano: Franca Maino, presidente della Fondazione Ufficio Pio – Ente Filantropico e direttrice scientifica di Percorsi di Secondo Welfare, e padre Luciano Manicardi, monaco, biblista ed ex-priore della Comunità monastica di Bose. Il dialogo, promosso dal Consorzio, metterà al centro la Cura come bene primario e patrimonio sociale condiviso, chiamando in causa etica, responsabilità pubblica e visione di lungo periodo.
“Abbiamo scelto di festeggiare i venticinque anni non guardando indietro, ma proiettandoci verso il futuro”, spiega il presidente del Consorzio, Gianfranco Bordone, indicando con chiarezza le trasformazioni che già stanno ridisegnando bisogni e risposte: l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento delle famiglie, l’aumento di disuguaglianze e povertà, le evoluzioni economiche, l’innovazione tecnologica, la diffusione di disagi e disturbi mentali, la complessità dell’integrazione culturale. “Tutto questo produrrà impatti diretti sui servizi socio-assistenziali nel prossimo decennio. Vogliamo essere pronti ad affrontarli”, conclude.
Una prospettiva che, nelle parole di Bordone, richiede visione e capacità di progettare insieme: “Nei prossimi 10-20 anni saremo chiamati ad affrontare sfide importanti e a cogliere opportunità significative. Ma per farlo dobbiamo costruire oggi strategie e progettualità capaci di adattarsi ai futuri possibili”.
Due filoni di lavoro per tutto il 2026
Il programma dell’anniversario si articola su due linee, distinte ma complementari.
La prima è un percorso partecipativo che prenderà avvio in primavera con “Prospettive di cura”, un laboratorio aperto e decentrato nelle aree del territorio nelle quali opera. L’obiettivo è ragionare, insieme ad attori pubblici e privati, istituzioni locali, società civile, terzo settore, centri culturali, mondo accademico e della ricerca, imprese e media, sulle evoluzioni possibili del contesto e dei servizi di cura. La presentazione ufficiale dell’iniziativa avverrà proprio durante la serata del 9 marzo.
La seconda linea è di ordine culturale e mira a rimettere al centro il valore della cura come dimensione fondante delle relazioni umane e della coesione sociale, in un tempo che sembra spesso contraddirlo. Alla serata inaugurale seguiranno altri incontri durante l’anno, organizzati da associazioni ed enti del territorio che condividono l’urgenza di riflettere su questo tema.
Il prossimo appuntamento, già in calendario, è fissato per il 26 marzo nella Sala Bussi del Seminario: un incontro tra letteratura e cinema dedicato alle “Parole della cura”, organizzato dall’Ufficio diocesano per la Cultura, con don Paolo Alliata come relatore.
L’ingresso alla serata del 9 marzo è libero, con registrazione.
Link per registrarsi: https://shorturl.at/RXo5i