Agricoltura - 05 marzo 2026, 13:15

Manodopera agricola stagionale, Coldiretti Cuneo: “Servono strumenti per rendere sostenibile l’ospitalità dei lavorator”

E' l'appello rilanciato dall'associazione di categoria che puntualizza: "Durante i picchi di raccolta vengono impiegati più di diecimila lavoratori stagionali. Di questi, almeno duemila arrivano ogni anno attraverso il sistema dei flussi"

Immagine di repertorio

Con l’avvicinarsi della primavera e l’intensificarsi delle attività in campo torna centrale il tema della manodopera agricola stagionale. Diventa quindi necessario mettere le imprese nelle condizioni di rendere sostenibile l’ospitalità dei lavoratori, attraverso strumenti che consentano alle aziende di organizzare in modo adeguato l’accoglienza durante i periodi di raccolta.

È l’appello rilanciato da Coldiretti Cuneo, che sottolinea come, in un territorio caratterizzato da comparti fortemente stagionali come quelli frutticolo e vitivinicolo, pilastri dell’agricoltura provinciale, durante i picchi di raccolta vengano impiegati più di diecimila lavoratori stagionali. Di questi, almeno duemila arrivano ogni anno attraverso il sistema dei flussi.

Per questo diventa sempre più importante dotare le imprese agricole di strumenti concreti che consentano di investire nell’accoglienza dei lavoratori stagionali.

Una dinamica produttiva – evidenzia Coldiretti – che non rappresenta una forma di precarietà patologica ma la fisiologia stessa del lavoro agricolo, legata al ciclo biologico delle colture.

"A volte nella narrazione si rischia di confondere la stagionalità con lo sfruttamento – evidenzia il Presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada – alimentando semplificazioni che non aiutano nessuno. La realtà è che l’agricoltura vive di cicli naturali e di raccolte concentrate nel tempo, che generano inevitabilmente una domanda di lavoro stagionale".

Proprio per governare questa dinamica nel modo più responsabile possibile – prosegue Coldiretti – nel territorio cuneese si è sviluppata negli anni un’esperienza diventata un punto di riferimento a livello nazionale: il cosiddetto “modello Saluzzo”, un sistema di gestione dell’accoglienza dei lavoratori costruito nel tempo grazie all’impegno delle imprese agricole e alla collaborazione con il territorio.

Un percorso avviato oltre dieci anni fa su iniziativa di Coldiretti e dei Comuni di Lagnasco, Saluzzo e Verzuolo e poi sviluppato grazie alla collaborazione con l’intero territorio, che ha contribuito a dimostrare come sia possibile coniugare esigenze produttive, legalità e coesione sociale. Medesima sensibilità che si riscontra nelle Langhe e nel Roero, dove proprio in un recente incontro tenutosi ad Alba per iniziativa del Prefetto S.E. Mario Savastano, il Comune di Mango ha rilanciato il tema dell’abitare dignitoso.

"In questo contesto – aggiunge il Direttore di Coldiretti Cuneo Francesco Goffredo – molte aziende agricole dispongono di fabbricati rurali o strutture esistenti che potrebbero essere recuperati e messi in sicurezza per finalità di accoglienza temporanea. Creare le condizioni affinché le imprese possano investire nell’ospitalità dei lavoratori significa rafforzare percorsi di legalità diffusa, prevenire fenomeni di sfruttamento e gestire in modo più equilibrato i flussi di manodopera".

c.s.