Il Punto di Beppe Gandolfo - 02 marzo 2026, 07:00

Quousque tandem, Stellantis, abutere patientia nostra

"Il Gruppo Stellantis chiude l’anno con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, travolto da 25,4 miliardi di oneri straordinari, necessari per riscrivere strategia e prodotti dopo aver puntato troppo sull’auto elettrica".

Il Gruppo Stellantis chiude l’anno con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, travolto da 25,4 miliardi di oneri straordinari, necessari per riscrivere strategia e prodotti dopo aver puntato troppo sull’auto elettrica. E così annuncia che non ci sarà nemmeno il premio, nemmeno una tantum, per le lavoratrici e i lavoratori italiani.

Una decisione che è una beffa inaccettabile per chi da anni paga sulla propria pelle, le conseguenze di scelte industriali sbagliate. Gli Elkann e i vertici di Stellantis svendono il futuro dei lavoratori italiani, per proteggere i loro profitti.

Intanto hanno già venduto Iveco, il Lingotto, Villa Frescot (residenza dell’ Avvocato Agnelli), La Stampa, La Repubblica e tutta Gedi, l’editoriale di famiglia.

Anche il tanto annunciato rilancio di Mirafiori, legato alla produzione della 500 ibrida, si sta rivelando per quello che è: un annuncio senza sostanza, incapace di garantire livelli produttivi adeguati, continuità occupazionale e prospettive reali per il futuro dello stabilimento.

Ognuno dei propri beni fa quel che vuole, mi si dirà. E quindi gli Elkann hanno il diritto di vendere quel che vogliono.

E no. Non si può vendere la storia di Torino e del Piemonte. Il Lingotto, Mirafiori rappresentano la vita di centinaia di migliaia di persone che in quegli stabilimenti hanno speso tutta la fatica di una vita.

È perciò inaccettabile che tutto questo avvenga nel silenzio del Governo e della Regione Piemonte. Fino a quando Stellantis abuserai della nostra pazienza?

Beppe Gandolfo