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Storie di montagna | 01 marzo 2026, 10:02

STORIE DI MONTAGNA 205 / Una lettera per dire arrivederci a tutti i lettori

La rubrica nata nel 2022 e curata da Cinzia Dutto ha raccontato per quattro anni storie di forza, passione e resistenza delle terre alte

La blogger e scrittrice Cinzia Dutto

La blogger e scrittrice Cinzia Dutto

Cara lettrice, caro lettore,

questa è l’ultima Storia di Montagna.

E in realtà non è una storia, ma una lettera.

Non pensavo che avrei scritto queste righe con questo groppo silenzioso dentro.

Ma si sa che nulla è per sempre. E questo, nel corso degli anni, l’ho imparato.

Quando è nata la mia rubrica Storie di Montagna, nel febbraio del 2022, non avrei immaginato dove mi avrebbe portata.

La prima storia era dedicata a Marta, una pastora.

Ricordo ancora quella sensazione: la forza, la passione, la resistenza racchiuse in una donna che vive e lavora in montagna.

Da quel febbraio sono passati quattro anni.

Quattro anni di domeniche.

Quattro anni di incontri, di chilometri, di caffè bevuti nelle cucine, di mani strette, di racconti ascoltati con rispetto.

All’inizio non è stato immediato.

Ci è voluto un po’ per conquistarti, cara lettrice, caro lettore.

Le storie hanno bisogno di tempo. La fiducia anche.

Ma poi, settimana dopo settimana, ho iniziato a vedere qualcosa di bellissimo.

I numeri crescevano. I messaggi arrivavano. Le persone aspettavano la domenica.

Si era creata una piccola, grande comunità.

Un gruppo affezionato di lettori che tornava, che condivideva, che scriveva.

E questo, per me, è stato uno dei regali più grandi.

Alcune di queste storie sono entrate dentro dei libri, e continueranno a camminare anche tra quelle pagine.

Per me questa rubrica è stata un’opportunità enorme.

Mi ha permesso di conoscere tantissime persone, di entrare nelle loro vite con delicatezza, di far vedere quell’aspetto della montagna che spesso non viene raccontato.

Non solo i panorami da cartolina.

Ma le mani che lavorano, le scelte coraggiose, la fatica quotidiana, la dignità.

Ho raccontato piccole storie grandiose.

Storie di uomini e donne comuni che fanno cose straordinarie senza mai definirsi tali.

Ogni volta tornavo a casa con qualcosa in più.

E poi lo condividevo con te, cercando di trasmettere le emozioni, la felicità, la verità che avevo assaporato durante quelle interviste.

Sono sempre andata armata — se così si può dire — solo di un telefono.

Negli ultimi tempi anche di un piccolo registratore.

Niente troupe, niente effetti speciali. Solo ascolto.

Mi sono seduta accanto alle persone e ho chiesto di raccontarsi.

E loro mi hanno regalato pezzi della loro vita.

Per questo, prima di essere pubblicate, quelle storie sono sempre tornate nelle loro mani.

Ognuno ha letto il proprio pezzo in anteprima.

Per rispetto.

Perché quando qualcuno ti affida un frammento della sua vita, non è mai una cosa piccola.

Se ti sei fermato anche solo qualche minuto a leggere, se hai scoperto un volto o un luogo che non conoscevi, allora questo viaggio ha avuto senso.

Chiudere non è facile.

Non lo è per me.

Le ragioni sono concrete, pratiche. A volte le strade cambiano per motivi che hanno poco a che fare con il cuore. Ma questo non cancella la gratitudine.

Questo spazio è esistito grazie a un giornale che ha creduto nel territorio e che ha scelto di dare visibilità alle piccole realtà senza chiedere nulla in cambio a chi veniva raccontato.

Le persone che ho intervistato non hanno mai dovuto pagare per essere ascoltate. E anche questo, oggi, non è scontato.

Per questo il mio grazie è sincero.

Grazie a chi mi ha dato fiducia.

Grazie a chi mi ha aperto la porta di casa.

Grazie a te, che ti sei fermato.

Spero di averti regalato del tempo.

Del tempo che hai scelto di prenderti per leggere.

Oggi il tempo è una delle cose più preziose che abbiamo.

E pensare che magari, una domenica mattina, con il caffè ancora caldo tra le mani, tu abbia deciso di fermarti a leggere una delle mie storie… per me è già un successo enorme.

Se anche solo una di queste storie ti ha fatto compagnia,

ti ha fatto sorridere,

ti ha fatto sentire orgogliosa o orgoglioso del territorio in cui vivi,

o semplicemente ti ha fatto venire voglia di salire in macchina per andare a conoscere una di quelle persone, per stringere una mano, per scoprire un luogo che non avevi mai visto…

allora è già una cosa grande.

Questa rubrica mi ha fatto capire con chiarezza che, a me, piace raccontare le storie delle persone.

Mi piace ascoltare, entrare in punta di piedi, restituire parole a chi spesso non le chiede ma le merita.

Qui si chiude una rubrica.

Ma il bisogno di ascoltare, di raccontare, di dare voce a questa montagna non si spegne così facilmente.

Se vorrai, potrai continuare a seguirmi su cinziadutto.com, dove le storie trovano ancora spazio e continuano a camminare.

Le storie, come i sentieri, a volte cambiano direzione.

Si interrompono, sembrano finire…

e poi magari ritornano altrove.

Con affetto,

Cinzia Dutto

***

La rubrica "Storie di Montagne" saluta i suoi affezionati lettori. A Cinzia il nostro grazie per il prezioso contributo portato ai due giornali nel corso di oltre duecento uscite. Con l’auspicio e la speranza di ritrovarla presto per nuove collaborazioni.

Cinzia Dutto

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