In una società sempre connessa e performante, il sonno è spesso la prima vittima. Molti cittadini considerano le ore di riposo come un “tempo inutile” da ridurre per lavorare o svagarsi, convinti di poter recuperare nel weekend. Tuttavia, la stanchezza cronica, l’irritabilità e la difficoltà di concentrazione sono segnali che il corpo ci invia e che non vanno ignorati. L’Ordine dei Medici vuole chiarire che dormire bene non è un lusso, ma una necessità biologica fondamentale per la prevenzione di malattie cardiovascolari e metaboliche.
IL FENOMENO: “RECUPERO DOPO” E IL MITO DELL’ALCOL
Due errori comuni dominano le abitudini dei cittadini. Il primo è il concetto di “recupero”: si dorme poco in settimana accumulando un “debito di sonno” che si pensa di saldare dormendo fino a tardi la domenica. Il secondo è l’uso del “bicchierino della staffa”: l’idea che l’alcol aiuti a dormire. Se è vero che l’alcol induce sonnolenza iniziale, in realtà frammenta il sonno nella seconda parte della notte, peggiorandone drasticamente la qualità.Inoltre, molti cercano soluzioni rapide in farmaci da banco (“sleep aids”) che, secondo le evidenze mediche, non sono raccomandati per l’insonnia cronica.
LA REALTÀ SCIENTIFICA: IGIENE E INSONNIA
La medicina distingue tra cattive abitudini e patologia vera e propria.
- A cosa serve il sonno: durante il riposo il cervello elabora i ricordi, i muscoli si riparano e, nei bambini, viene rilasciato l’ormone della crescita. La carenza di sonno aumenta il rischio di ipertensione, ictus, diabete di tipo 2 e obesità.
- Quanto dormire: un adulto (26-64 anni) dovrebbe dormire tra le 7 e le 9 ore a notte. Scendere sotto questa soglia crea un debito difficile da recuperare.
- L’insonnia vera: si definisce cronica se dura più di 3 mesi. Non riguarda solo la conta delle ore, ma la qualità del riposo e come ci si sente di giorno (stanchi, smemorati, ansiosi). Spesso non servono esami strumentali costosi: la diagnosi è clinica e si basa sul diario del sonno.
IL CONSIGLIO DEL MEDICO: L’IGIENE DEL SONNO
Prima di pensare ai farmaci (che comportano rischi di sonnolenza diurna e comportamenti automatici pericolosi), la prima linea di trattamento è comportamentale. Ecco le regole d’oro dell’Igiene del Sonno:
- Regolarità: vai a letto e alzati alla stessa ora, anche nel weekend.
- Buio e silenzio: la camera deve essere fresca, buia e silenziosa. Mascherine per gli occhi o tappi per le orecchie possono aiutare.
- Niente orologi: togli sveglie e telefoni dalla vista. Controllare l’ora nel cuore della notte aumenta l’ansia e rende più difficile riaddormentarsi.
- Occhio agli schermi: evita telefoni e tablet prima di dormire. Attenzione: non ci sono buone prove scientifiche che gli occhiali con filtro per la “luce blu” funzionino davvero per migliorare il sonno. Meglio spegnere il dispositivo.
- Non forzare: se non riesci a dormire, non restare a girarti nel letto. Alzati, fai qualcosa di rilassante e torna a letto solo quando sei stanco.
MESSAGGIO FINALE OMCEO
Dormire male non è una condanna né una caratteristica caratteriale immutabile. Spesso piccoli cambiamenti nello stile di vita (quella che chiamiamo “igiene del sonno”) possono risolvere il problema. Se però l’insonnia persiste per mesi o è legata a ansia e depressione, parlatene col vostro medico: esistono percorsi specifici (come la CBT-I) per tornare a sognare.