Da oggi, martedì 24 febbraio, il nome di Giulio Parusso è legato a un luogo dove la cultura è quotidianità: la scuola. La Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo Quartiere Mussotto e Sinistra Tanaro è stata infatti intitolata a “Giulio Parusso Storico (1941-2014)”, nel quartiere che gli ha dato i natali e che per primo ne ha chiesto il riconoscimento pubblico.
La cerimonia si è svolta alle 10 in via Cesare Delpiano 5, con la partecipazione dell’Associazione Culturale “Giulio Parusso”, dei familiari e di numerosi cittadini. A moderare l’incontro è stato l’albese Paolo Tibaldi; presenti anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Alba Alberto Gatto e l’Amministrazione comunale.
Ad aprire gli interventi è stata la dirigente scolastica Elena Maria Ciarli, che dopo aver espresso soddisfazione e sorpresa per i tanti presenti ha aggiunto: "Vorrei che oggi andassimo a casa con un’idea chiara: non ci diamo soltanto un nome. Ci prendiamo un impegno, che è quello di prenderci cura di questa scuola."
A seguire, Giuseppe Gobino (nella foto sopra, a sinistra, insieme al sindaco Gatto e al governatore Cirio), vicepresidente e tesoriere dell’associazione culturale, ha richiamato lo spirito con cui è nata e si è consolidata l’attività dell’ente: “Il nostro obiettivo è salvaguardare, tutelare e diffondere il patrimonio culturale, soprattutto quello del territorio, a partire dalle opere e dall’eredità di Giulio Parusso. È quello che in questi dieci anni abbiamo cercato di fare, e che continueremo a fare”.
Nel suo intervento don Franco Gallo, parroco della frazione albese, ha riportato la memoria a un legame che risale a molti anni fa: “Conosco Giulio dal 1954: eravamo insieme in seminario. Lo ricordo per uno spirito “militaresco”, preciso: era fatto così, rigoroso. Una persona retta, con una grande serietà morale, ma mai intransigente”.
Bianca Roagna, direttrice del Centro Studi “Beppe Fenoglio”, si è rivolta anche ai ragazzi, sottolineando il valore di un lavoro capace di tenere insieme generazioni e tempi diversi: “Giulio Parusso è stato un ponte tra presente e passato, e lo è stato anche attraverso il Centro Studi Fenoglio. Quello che ha costruito è un regalo eccezionale: non solo per Alba, ma per tutta Italia. Ha raccolto documenti importanti, che parlano anche della nascita dell’Italia repubblicana e non possiamo che essergli profondamente riconoscenti".
LE INTERVISTE [VIDEO]
Per il Comune è intervenuto il sindaco Alberto Gatto, ricordando il contributo concreto di Parusso alla macchina amministrativa e al racconto della città: “Giulio Parusso ha saputo anche innovare il Comune quando ce n’era bisogno: pensiamo all’ufficio stampa, alla comunicazione. E poi c’è la sua ricerca continua, che ancora oggi ci aiuta a riscoprire la storia della nostra città. Arrivarci è stato un percorso travagliato, ma oggi è un giorno di festa”.
Quindi la parola è passata al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha condiviso un ricordo personale legato agli anni in cui era vicesindaco di Alba: “Nel 1995 non c’era ancora un Ente Turismo, ma c’era già l’ufficio stampa di Parusso: era un grande punto di riferimento. Io ero un giovane vicesindaco. Se ti lasciavi prendere per mano, lui lo faceva: io l’ho fatto, e l’Ente Turismo nasce anche in quegli anni, da quegli uffici… Nel suo libro Tartufo ha messo anche il mio nome: io avevo scritto la parte finale, quella più di folklore. Parusso era un campione di “albesità”: una parola che racconta orgoglio e fortuna di essere nati in questa terra e che dovrebbe essere introdotta nei dizionari italiani”.
L’intitolazione è stata il risultato di un percorso istituzionale articolato, come ha ricordato l’avvocato Roberto Ponzio, presidente dell’associazione culturale “Giulio Parusso”: “Un’intitolazione come questa non è come quella di una strada: passa da una delibera e da un iter selettivo e lungo. Serve una caratura storica e professionale”. Lo scoprimento della targa è stato possibile dopo l’acquisizione dei pareri – tutti favorevoli e unanimi – del Comitato di Quartiere, della Commissione comunale per la Toponomastica, della Giunta comunale (atto n. 185 del 16 giugno 2022), del Consiglio d’Istituto, del Collegio Docenti, della Prefettura di Cuneo e della Deputazione di Storia Patria.
Commosso anche il ricordo di Elisa Giacosa, nipote di Parusso: “Ricordo mio zio come un grande scrittore: mi ha ispirata e ha contribuito nel mio percorso, anche nel mio lavoro di scrittrice.”
Durante la mattinata si è esibito anche il gruppo canoro della scuola, diretto da Mauro Ricci, contribuendo a dare alla cerimonia un tono partecipato e corale, in cui la scuola è rimasta protagonista.
Intitolare una scuola a Giulio Parusso ha significato fissare un’idea precisa: che la cultura, quando è fatta bene, diventa postura civile. E che la storia locale – se raccontata con rigore e passione – non è nostalgia, ma un modo per dare ai giovani strumenti ed esempi per orientarsi.