Attualità - 24 febbraio 2026, 17:59

Confindustria Cuneo lancia "Check Legale": il tool gratuito di autovalutazione per gestire compliance e rischi normativi

Lo strumento presentato lunedì 23 febbraio al convegno "Leggere il rischio, comprendere le regole" analizza quattro aree critiche: 231, privacy, cybersecurity e crisi d'impresa. Realizzato con il contributo della Camera di commercio

La compliance non è più un adempimento da temere, ma uno strumento da governare. È questo il messaggio emerso dal convegno “Leggere il rischio, comprendere le regole”, promosso da Confindustria Cuneo e svoltosi lunedì 23 febbraio, in Sala Ferrero, con l’obiettivo di presentare alle imprese associate un nuovo strumento operativo di autovalutazione in materia di conformità normativa, denominato “Check Legale”, realizzato con il contributo della Camera di commercio di Cuneo.

Al centro dell’incontro, la consapevolezza che la gestione del rischio non possa più essere affrontata in modo frammentario o difensivo. Per anni la compliance è stata percepita prevalentemente in chiave sanzionatoria; oggi, invece, rappresenta un elemento centrale nella gestione dell’impresa: un sistema strutturato di governo del rischio, volto a prevenire criticità e garantire continuità operativa. Non si tratta più di un insieme di meri adempimenti formali, ma di un processo organizzato che richiede strumenti adeguati, procedure chiare e una visione integrata dell’organizzazione.

Lo ha sottolineato con chiarezza Ciro Santoriello, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Cuneo: «Il filo conduttore è l’organizzazione». Un’impresa dotata di un modello organizzativo adeguato difficilmente incorre in condanne. Formazione, controlli interni e sistema sanzionatorio aziendale non rappresentano meri formalismi, ma pilastri essenziali dell’assetto societario.

[Ciro Santoriello]

Fare compliance significa individuare le aree in cui l’azienda è maggiormente esposta, verificare l’efficacia dei presidi già adottati e intervenire per ridurre la probabilità che un rischio si traduca in sanzioni, contenziosi, danni reputazionali o blocchi dell’attività. Negli ultimi anni è cresciuta anche l’esigenza di dimostrare concretamente l’adeguatezza degli assetti organizzativi rispetto ai rischi effettivi: non basta essere conformi, occorre poterlo provare attraverso modelli, procedure e controlli coerenti con dimensione e complessità dell’impresa.

Giacomo Tassone, responsabile del Servizio Legale e Normativa d’Impresa ha commentato: «Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la compliance non è più il regno dell’incertezza”, ma può diventare una leva di competitività. Trasformarla da obbligo formale a scelta strategica significa investire in organizzazione, consapevolezza e prevenzione, costruendo assetti solidi capaci di sostenere sviluppo, reputazione e continuità nel tempo».

[Giacomo Tassone]

Da questa impostazione prende forma “Check Legale”, lo strumento, promosso da Confindustria Cuneo, illustrato da Giulia Tiberi del Servizio Legale e Normativa d’Impresa di Confindustria Cuneo: un questionario di autovalutazione pensato per consentire alle aziende di misurare il proprio livello di esposizione ai rischi normativi. Il tool, messo gratuitamente a disposizione delle imprese associate, si articola in quattro moduli autonomi — responsabilità amministrativa degli enti 231, privacy, cybersecurity, adeguati assetti organizzativi e indici di crisi — permettendo un’analisi mirata dei diversi ambiti della conformità.

[Giulia Tiberi]

L’iniziativa nasce dalla volontà di supportare più efficacemente le imprese nella conoscenza del rischio legale e di fornire loro indicazioni concrete di miglioramento. Le Pmi, in particolare, necessitano di strumenti pratici per orientarsi tra norme e responsabilità.

Il questionario — composto da domande fondate su altrettanti punti di controllo, tra fonti normative e principi di autodisciplina — genera un report “riservato”, corredato da una rappresentazione grafica e da un commento tecnico condiviso con gli esperti del servizio legale dell’associazione. L’obiettivo non è offrire una diagnosi definitiva, bensì fornire una “bussola” per orientarsi e costruire strategie efficaci di mitigazione del rischio, in un’ottica di prevenzione e miglioramento continuo.

Nel corso della tavola rotonda, i professionisti coinvolti nella redazione dello strumento hanno offerto ulteriori chiavi di lettura. Mariagrazia Pellerino, avvocata penalista in Torino, OdV 231, ha parlato di «esercizio di consapevolezza»: il nodo centrale non è soltanto valutare il rischio, ma prenderne piena coscienza. Pur non configurandosi ad oggi come uno strumento di precisione tecnica, il tool offre una visione integrata: la compilazione completa dei moduli evidenzia come molte misure preventive abbiano carattere trasversale e incidano su più ambiti della compliance.

Tra i temi più complessi affrontati, quello della cybersecurity e della direttiva Nis2. Mauro Alovisio, docente a contratto dell’Università degli Studi di Torino, ha sottolineato come la vera sfida sia «uscire dalla zona di comfort»: investire in sicurezza non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma una scelta strategica per tutelare competitività e reputazione. Sulla stessa linea Rudy Caltagirone, che ha chiarito un equivoco diffuso: «la cybersicurezza non coincide con l’informatica». La NIS — Network and Information Security — richiama infatti un approccio sistemico, che coinvolge organizzazione, processi e cultura aziendale.

Dal punto di vista economico, Raffaello Ascensionato Carnà, dottore commercialista di Carnà & Partners ha evidenziato l’importanza della semplicità e della fruibilità: «lo sforzo è stato quello di costruire uno strumento agile, capace di riportare l’impresa al centro e di rendere le norme funzionali al raggiungimento degli obiettivi di business».

In chiusura, Antonio Matonti, direttore dell’Area Affari Legislativi di Confindustria, ha rimarcato il valore strategico dell’autoanalisi: «prevenire significa rafforzare efficacia ed efficienza aziendale». Lo strumento presentato si configura come un unicum nel panorama associativo, consolidando il ruolo di Confindustria Cuneo quale promotore di legalità e partner attivo nella crescita delle imprese.

cs