La storia antica e il futuro sostenibile si incontrano tra i sentieri di Narzole. Sulla scia del successo ottenuto nell'ottobre 2025 presso il Bosco di Geminella, dove circa 40 studenti hanno lavorato per recuperare tre ettari di bosco e salvaguardare la biodiversità locale, la collaborazione tra il Comune di Narzole e la Scuola Forestale di Ormea si rinnova con una sfida ancora più ambiziosa.
Il nuovo progetto, denominato "Rigeneriamo la bellezza", non è solo un intervento di manutenzione ambientale, ma un vero e proprio atto di riscoperta storica. I giovani forestali saranno impegnati nel ripristino degli antichi camminamenti che collegavano il centro abitato alla frazione di San Nazario, con una missione speciale: restituire alla comunità l'accesso alla grotta di Cech l'Eremita.
Francesco Dogliani, per tutti "Cech" (o "Ciach"), è una figura che rasenta la leggenda. Nato nel 1844 nel "giorno di Maria", ebbe una vita avventurosa: fu gessaio, soldato in Sicilia contro il brigantaggio e sacrestano. Nel 1906, rimasto vedovo, compì il gesto che sconvolse il paese: vendette ogni suo avere, donò il ricavato ai poveri e si ritirò in una spelonca scavata nella roccia nelle rive di Narzole. Nonostante l'isolamento, il mondo non lo dimenticò. Considerato un "santo" e un "guaritore di parole" per la sua profonda saggezza, attirò migliaia di pellegrini ogni anno. Un uomo dalla tempra d'acciaio: nel terribile inverno del 1929, a 85 anni e con un occhio solo, sopravvisse per un mese intero bloccato dalla neve all'interno della sua grotta, con solo un po' di farina e patate.
Riaprire questi sentieri significa restituire alla comunità l'accesso a un luogo dell'anima, dove la natura abbraccia la memoria di un uomo che fece dell'umiltà la sua missione.
La visione a lungo termine guarda ancora più lontano: la pulizia e la riapertura delle antiche strade romane lungo la valle del torrente Mondalavia, vie di comunicazione storiche tra Narzole e l'antica Augusta Bagiennorum (Bene Vagienna).
Per finanziare l'operazione è attiva una raccolta fondi sulla piattaforma Idearium del Ministero dell'Istruzione. "La nostra storia è fatta di persone vere che hanno cambiato il mondo con gesti quotidiani", spiegano i promotori. Sostenere il progetto significa dare ai ragazzi di Ormea la possibilità di imparare un mestiere antico mentre salvano un pezzo unico di storia piemontese.
Se l'obiettivo economico sarà raggiunto, i ragazzi della Forestale torneranno operativi sul campo già da aprile, pronti a trasformare sterpaglie e sentieri dimenticati in itinerari turistici e culturali. Il modello di crowdfunding applicato ai sentieri di Narzole è un progetto pilota pensato per essere replicato in altri comuni che desiderano riscoprire e proteggere il proprio patrimonio naturalistico attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini.