Attualità - 21 febbraio 2026, 11:33

Tributo del Caffè letterario di Bra a Riccardo Cocciante, 80 anni e “sentirli” tutti

Auguri ad un cantante che il 20 febbraio ha festeggiato il compleanno, pubblicando il nuovo singolo “Ho vent’anni con te”

L’anagrafe dice 80. Lo spirito e la voglia di fare, molti meno. Il 20 febbraio Riccardo Cocciante ha festeggiato il compleanno, pubblicando il nuovo singolo “Ho vent’anni con te”, che anticipa l’omonimo album in uscita il 13 marzo: il primo lavoro di inediti dopo 20 anni.

Non si tratta soltanto di un ritorno discografico, ma di un passaggio simbolico dentro una carriera che ha attraversato generazioni, lingue e palcoscenici diversi senza perdere identità.

Scritto con Luc Plamondon e Pasquale Panella, il pezzo osserva il tempo da una prospettiva opposta a quella anagrafica: non misura ciò che si perde, ma ciò che resta. L’amore diventa il luogo in cui la giovinezza continua a esistere, non come nostalgia, ma come presenza attiva.

Parallelamente è arrivato al cinema il docufilm di Stefano Salvati “Il mio nome è Riccardo Cocciante” per ripercorrere la sua vita dalla nascita in Vietnam fino alle ultime lavorazioni. Un omaggio potente ad un artista che continua a reinventarsi a 80 anni.

E poi i live in estate su alcuni dei palchi più belli d’Italia, tra cui Venezia, Pompei e Macerata. Il ritorno dal vivo accompagna una fase particolarmente intensa della sua attività: nuova musica, cinema e teatro convivono nello stesso momento creativo. Più che un anniversario, sembra un nuovo capitolo, in cui passato e presente dialogano senza sovrapporsi, lasciando spazio ad una continuità rara nel panorama artistico.

La discografia di Cocciante è un viaggio nella musica d’autore. Da “Bella senz’anima” a “Quando finisce un amore”, passando per “Margherita”, “Cervo a primavera”, “Celeste nostalgia”, “Sincerità” e “Questione di feeling”, sono melodie che restano, quasi avessero un’anima propria. Nel 1991 vince il Festival di Sanremo con “Se stiamo insieme”, uno dei suoi brani più amati.

Il successo mondiale arriva con il musical “Notre Dame de Paris”. Un’opera che ha dimostrato come la sua scrittura potesse diventare teatro, racconto corale, emozione collettiva.

Silvia Gullino