Attualità - 13 febbraio 2026, 06:08

“Ma come ti vesti?”: ad Alba formazione e quattro incontri per ripensare il nostro armadio e la filiera della moda

L’associazione In.differenti lancia un percorso gratuito sul Fast Fashion e sui modelli sostenibili: formazione online da marzo, evento finale il 16 maggio nel cortile della Maddalena

Non è solo una domanda ironica. “Ma come ti vesti?” diventa un invito a guardare dentro il proprio armadio e, soprattutto, dentro la filiera che lo riempie. L’associazione albese In.differenti propone un percorso di formazione dedicato all’impatto del Fast Fashion e alle alternative sostenibili nel settore moda, con l’obiettivo dichiarato di trasformare un gesto quotidiano in una scelta consapevole.

“Vogliamo offrire strumenti concreti per capire cosa c’è dietro un capo d’abbigliamento”, spiegano dall’associazione. “L’industria della moda ha un impatto ambientale, umano ed economico che spesso resta invisibile. Informarsi è il primo passo per cambiare”.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando SparkZ, prenderà il via a marzo con quattro incontri online, gratuiti e aperti alla cittadinanza, ogni settimana alle ore 21 sulla piattaforma Zoom. Il percorso nasce da una fase di co-progettazione svoltasi a gennaio allo spazio DoM e culminerà con un evento finale il 16 maggio nel cortile della Maddalena, dove saranno coinvolti realtà e attori del territorio già impegnati in una moda più responsabile, inclusiva e circolare.

Il link alla piattaforma zoom verrà reso disponibile sui social, o inviato via mail i seguito alla compilazione di questo form: https://forms.gle/JxYFAH9yCyUjzD4N9

La struttura del corso segue quattro direttrici, pensate per attraversare l’intera filiera. Si parte il 3 marzo con Silvia Gambi, giornalista e founder di SoloModaSostenibile, per analizzare modelli produttivi e filiere, dall’uso delle fibre sintetiche e naturali alle condizioni dei lavoratori, fino alla questione della trasparenza. “Non si tratta solo di ambiente, ma anche di diritti e dignità lungo tutta la catena produttiva”, sottolineano da In.differenti.

Il 9 marzo, con Ilaria Chiavacci di Lifegate, il focus si sposta sui comportamenti individuali: come acquistare in modo più consapevole, riconoscere il greenwashing, orientarsi tra certificazioni e filiere sostenibili. “Consumare meno e meglio non è una rinuncia, ma una forma di libertà”, è il messaggio.

Il 16 marzo si parlerà di fine vita dei prodotti tessili ed economia circolare con Elena Ferrero di Atelier Riforma: dal riuso al riciclo, fino alle cosiddette “10 R” della circolarità. L’obiettivo è superare il modello “produci-usa-butta” per trasformare i rifiuti tessili in nuove risorse.

Chiude il percorso, il 23 marzo, Deborah Lucchetti, coordinatrice italiana di Campagna Abiti Puliti, con una riflessione sugli strumenti legislativi e sulle misure necessarie per una transizione giusta nel settore moda. “Non basta la buona volontà individuale”, osservano dall’associazione, “serve anche un quadro normativo capace di contrastare un modello produttivo insostenibile”.

d.v.