Martedì 10 febbraio la città di Bra ha onorato il Giorno del Ricordo. Venne istituito con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, approvata a grandissima maggioranza dal Parlamento.
Questa solennità civile vuole osservare «La memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
Il Giorno del Ricordo a Bra è stato organizzato dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Comitato cittadino per l’affermazione dei valori del 27 gennaio, del 10 febbraio e del 25 aprile, e l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo.
La celebrazione è culminata con la Messa al Santuario della Madonna dei Fiori; preceduta dalla deposizione della corona di alloro e dagli interventi tenuti dal sindaco Gianni Fogliato per il profilo istituzionale, dove ha auspicato che la città diventi “Palestra di pace” dal professor Emanuele Forzinetti per il quadro storico e dall’esule istriana Luciana Rizzotti con la sua drammatica testimonianza, davanti alla platea di autorità, associazioni combattentistiche e cittadini riunita in piazza Martiri delle Foibe.
Con il vocabolo “foibe” si indicano delle grandi cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che furono gettati, vivi e morti, quasi 20mila italiani.
Per non dimenticare, il Caffè Letterario di Bra invita a leggere la pubblicazione dell’esule istriana Luciana Rizzotti che dal 1954 è residente nella città della Zizzola. Nel suo libro “1945 - 1956. Il grande esodo”, ha raccontato in prima persona le drammatiche vicende che ha vissuto sulla sua pelle.
La sua storia è simile a quella dei 350mila esuli che hanno lasciato le loro terre native italiane in Istria, Dalmazia e parte della Venezia Giulia a causa del Trattato di Parigi, firmato il 10 febbraio 1947. Le nazioni vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (Stati Uniti, Russia e Inghilterra) decisero che l’Italia dovesse cedere quei territori alla Jugoslavia del Maresciallo Tito, alleato dei russi.
Una storia difficile da raccontare, ma lei ci è riuscita e, nonostante l’età, non si sottrae al compito di portare la sua personale testimonianza alle giovani generazioni, ma anche un messaggio, che è di pace e di libertà.