Attualità - 07 febbraio 2026, 14:45

“Alba non è solo tartufo”: il sindaco Gatto chiarisce il senso dell’invito al vicepresidente americano Vance

Primo cittadino e Regione precisano il senso dell’iniziativa: promozione territoriale sì, ma dentro una storia civica fatta di Resistenza, dialogo e pace

L’eco internazionale suscitata dall’apprezzamento espresso dal vicepresidente degli Stati Uniti per il tartufo bianco d’Alba ha acceso curiosità, letture frettolose e qualche equivoco. Per questo il sindaco Alberto Gatto ha scelto di riportare i fatti entro il loro perimetro corretto, chiarendo contesto, passaggi istituzionali e soprattutto il significato politico e culturale dell’iniziativa.

Il punto di partenza non è stato un gesto estemporaneo, ma un normale scambio istituzionale. Dopo essere stata informata dell’apprezzamento manifestato dal vicepresidente statunitense per Alba, la Regione Piemonte ha deciso di inviare una lettera ufficiale, coinvolgendo l’amministrazione comunale. Da lì ha preso forma un’azione di promozione e visibilità per le eccellenze albesi e per il territorio, nel solco delle relazioni diplomatiche e culturali che da decenni caratterizzano la città.

Il sindaco conferma che l’invito è già stato formalizzato. “Abbiamo scritto una lettera d’invito: sarebbe per noi un grande onore ospitare ad Alba un’autorità di questo livello in occasione della prossima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo”, spiega Gatto, sottolineando come l’eventuale visita si collocherebbe in un contesto pubblico, ufficiale e profondamente legato all’identità cittadina.

Ed è proprio sull’identità che il primo cittadino insiste. Alba, ricorda, non è soltanto vino e tartufo. È una comunità con una storia profonda, segnata dalla Resistenza, dall’antifascismo, dall’impegno civile e da una vocazione europea e internazionale mai dismessa. “Anche il vino e il tartufo, nella nostra storia, sono diventati strumenti di dialogo e persino di pace”, osserva, richiamando un episodio emblematico: nel 1959 il “Tartufo dell’anno” venne assegnato a Eisenhower e Krusciov, in un’epoca di contrapposizioni durissime che oggi sembrano riaffiorare sotto altre forme.

Se il vicepresidente Vance dovesse davvero arrivare ad Alba, l’amministrazione ha chiaro cosa raccontargli. “Sarebbe l’occasione per accompagnarlo in Sala della Resistenza, mostrargli la Medaglia d’Oro al Valor Militare, fargli conoscere Beppe Fenoglio e la cultura che ha formato questa città”, spiega Gatto. Un percorso che va oltre l’immagine cartolina e restituisce il senso profondo di una comunità che crede nella pace, nel ruolo dell’Europa come spazio di cooperazione e nel valore delle alleanze come costruzione di ponti, non di muri.

Il messaggio finale è politico, ma non ideologico. “Su tutti i temi culturali, economici e politici, il confronto e il dialogo restano l’unica strada possibile. È questo il modo albese di stare nel mondo”, rivendica il sindaco, distinguendo tra le contingenze delle stagioni politiche e ciò che resta. “Gli orientamenti dell’attuale amministrazione americana passeranno. I nostri ideali, fondati su pace e giustizia, accoglienza, rispetto, dialogo e cooperazione, restano”.

d.v.