Politica - 06 febbraio 2026, 15:26

Montagna burocratica, Mauro Calderoni tuona: “Inaccettabile”

Il consigliere regionale PD attacca i nuovi criteri nazionali: comuni di pianura come Cuneo e Mondovì classificati montani, rischio risorse tolte alle vere valli.

Mauro Calderoni

Dal consigliere regionale Mauro Calderoni riceviamo e pubblichiamo:

"Quello che sta accadendo sui nuovi criteri nazionali di classificazione dei comuni montani è semplicemente inaccettabile. Con l’intesa Stato–Regioni prevista dalla cosiddetta legge Calderoli, si sta costruendo una montagna burocratica, fatta di parametri astratti e risultati paradossali, che rischiano di colpire duramente i territori alpini più fragili del Piemonte". Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, commentando la proposta di criteri che è stata approvata in Conferenza Unificata ieri 5 febbraio 2026. 

"Secondo questa nuova impostazione, in provincia di Cuneo verrebbero classificati come “montani” anche comuni come Manta, Centallo, Villafalletto, Tarantasca, Salmour, Castelletto Stura, Mondovì e Cuneo. È evidente che siamo di fronte a un’assurdità: si rischia di riconoscere la montanità anche a territori di fondovalle e addirittura di pianura, svuotando completamente di significato la nozione stessa di zona montana". 

Il punto è politico, ma anche molto concreto: da questa classificazione dipende infatti l’accesso alle risorse del Fosmit, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. 

"Se la montagna diventa un’etichetta distribuita a caso — prosegue Calderoni — allora le risorse potrebbero diluirsi e venire sottratte ai veri comuni delle Terre alte: quelli che ogni giorno affrontano spopolamento, isolamento, carenza di servizi e maggiori costi per garantire diritti essenziali. È l’ennesimo colpo ai piccoli paesi delle valli, già penalizzati da anni di tagli e difficoltà strutturali"

Per queste ragioni, Calderoni annuncia un’iniziativa immediata in Consiglio regionale: "Presenterò una interrogazione urgente per chiedere alla Giunta piemontese e all’Assessore competente se intendano davvero avallare questa classificazione distorta e quali iniziative vogliano assumere per impedire che, attraverso criteri astratti e discutibili, si rischi di sottrarre risorse fondamentali ai Comuni autenticamente montani del Piemonte". 

"La montagna non è una formula statistica. È vita reale, comunità, presidio del territorio e merita rispetto e politiche serie, non scorciatoie burocratiche" conclude il consigliere Calderoni.

cs