Dal presidente della sezione albese di Italia Nostra, riceviamo e pubblichiamo:
Da qualche anno apprendiamo da alcuni organi d’informazione notizie ed approfondimenti sui lavori di restauro in corso nel castello di Castiglione Falletto.
In effetti dal 2020, a cura della castiglionese famiglia Cavallotto, sono in atto accurate e costose operazioni di recupero delle imponenti strutture medievali e di epoche successive che compongono il pregevole maniero. Da quanto s’apprende, impegnativi interventi di consolidamento e restauro, eseguiti con l’approvazione della competente Soprintendenza statale, stanno interessando buona parte dell’esterno e dell’interno del complesso castrense, adottando pure soluzioni tecniche che consentiranno fruibilità anche in settori finora non accessibili, senza causare alterazioni ai percorsi interni o deturpazioni evidenti.
Il castello d’impianto medievale, che perlopiù ancora oggi costituisce sommariamente un quadrilatero, si basa su circa cinquanta metri per lato; è tipicizzato da tre torri d’angolo e da un imponente torrione centrale. Dal basso Medioevo il luogo diventa uno dei vari feudi saluzzesi nelle Langhe. Difatti nella divisione dei possessi del marchese monferrino Bonifacio del Vasto (circa 1142), Castiglione è assegnato al nascente Marchesato di Saluzzo. Il primo documento certo che cita questo antico insediamento è del 1191, quando Manfredo II marchese di Saluzzo cede al Comune di Asti tutti i diritti feudali che aveva sul luogo.
Dopo i notevoli ampliamenti ed adeguamenti trecenteschi promossi dai signori Falletti, nonché i nuovi inserimenti cinquecenteschi, nel corso del Seicento la fortezza medievale viene sottoposta ad una ristrutturazione radicale con finalità difensive: le cortine più vulnerabili vengono abbassate, il piano interno viene rialzato e l’originario quadrilatero fortificato viene considerevolmente rinforzato nell’angolo a levante, di fronte alla chiesa parrocchiale.
Tra Settecento ed Ottocento il castello è sottoposto a lavori di ristrutturazione, per adibirlo del tutto ad abitazione, gli ultimi dei quali sono stati commissionati dalla nobile famiglia Vassallo, che ne è diventata proprietaria nella seconda metà del secolo XIX, dopo i conti Patrizio di Scagnello ai quali si deve l’impianto del fabbricato residenziale.
L’impegnativa operazione in atto per la confacente rivitalizzazione di buona parte dell’antico complesso castrense va segnalata anche per le finalità dell’intervento organico che, pur mantenendo le prerogative della proprietà privata, lodevolmente viene prefigurato dalla famiglia Cavallotto con parziali possibilità di visita, seppur non del tutto occasionali, così come per eventuale ospitalità di qualificate iniziative culturali. Complessivamente è un intervento di sensibile recupero che, secondo questa Sezione di Italia Nostra, va rilevato con notevole positività.
Giulio Cauda, Vicepresidente Italia Nostra sezione di Alba