Ci sono liquori che nascono per essere bevuti e dimenticati, e poi ce ne sono altri che raccontano qualcosa, già dal primo sorso. Regina delle Alpi appartiene a questa seconda categoria, perché dietro ogni bottiglia c’è una storia lunga più di centotrent’anni, fatta di montagna vera, persone reali e scelte che non hanno mai cercato la scorciatoia.
La sua origine risale al 1890, quando a Vinadio, nelle Alpi Marittime, prende forma una ricetta destinata a diventare parte dell’identità del territorio. Un liquore ottenuto dall’infusione di fiori di montagna raccolti a mano nei giorni di primavera, quando i prati sono al massimo della loro espressione e ogni profumo è netto, riconoscibile, autentico. Al centro di questa ricetta c’è la Carcatreppola alpina, conosciuta proprio come “Regina delle Alpi”, pianta simbolo delle vette piemontesi e ingrediente chiave dell’antico sapere donato dai monaci benedettini a Giuseppe Simondi.

Da quel piccolo paese di montagna, allora rinomata località termale, Regina delle Alpi inizia a farsi conoscere, prima nei caffè e nelle botteghe, poi ben oltre i confini locali. Il successo porta il liquore a essere premiato nelle principali esposizioni nazionali del primo Novecento, riconoscimenti che ancora oggi compaiono sull’etichetta come testimonianza concreta di una qualità mai improvvisata.
La produzione, dopo l’interruzione causata dalla Prima Guerra Mondiale, viene affidata alla storica Distilleria Bordiga di Cuneo, che ancora oggi realizza Regina delle Alpi seguendo fedelmente la ricetta originale. I processi sono lenti, le materie prime selezionate con attenzione e il rispetto per la tradizione resta una regola non negoziabile.

Nel bicchiere, Regina delle Alpi si distingue per un profilo balsamico e floreale, costruito con equilibrio e profondità. Achillea, lavanda, camomilla di montagna, genepy, angelica e assenzio dialogano tra loro senza mai sovrastarsi, dando vita a un liquore che si lascia scoprire con calma. È perfetto come dopo pasto, servito liscio o con ghiaccio, funziona bene come aperitivo con vermouth e seltz e sorprende anche nella miscelazione, grazie a un carattere deciso ma mai invadente.
Oggi questa storia viene custodita e rilanciata da Andrea Arienti e Andrea Costa, che hanno scelto di raccogliere un’eredità importante senza snaturarla "... quando abbiamo incontrato Regina delle Alpi abbiamo capito subito che non si trattava solo di un prodotto, era una storia vera, documentata, legata a un territorio che sentiamo nostro. Il nostro compito è proteggerla, rispettarla e farla arrivare a chi cerca qualcosa di autentico, senza effetti speciali".
Scegliere Regina delle Alpi oggi significa bere un liquore che ha un senso, che non segue le mode e non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare.
Per maggiori informazioni: https://liquorereginadellealpi.com/










![Confcooperative Piemonte Sud, la cooperazione al centro dello sviluppo territoriale con l'economia sociale [VIDEO] Confcooperative Piemonte Sud, la cooperazione al centro dello sviluppo territoriale con l'economia sociale [VIDEO]](https://www.lavocedialba.it/typo3temp/pics/2_5ec872f609.png)




