Politica - 04 febbraio 2026, 06:01

ATC Piemonte Sud: "Ad Alba patrimonio solido, ma la sfida resta dare risposte a una domanda in crescita"

Il punto sull’edilizia residenziale pubblica nel territorio albese con il presidente Leonardo Prunotto: numeri stabili, patrimonio tutelato e una pressione abitativa che impone scelte e programmazione

Leonardo Prunotto, presidente dell’ATC Piemonte Sud

Un anno alla guida dell’ATC Piemonte Sud, per il presidente Leonardo Prunotto, significa prima di tutto misurarsi con la complessità di un ente che opera su tre province, gestisce un patrimonio di circa 15 mila immobili e risponde ai bisogni abitativi di oltre 30 mila inquilini. Un sistema articolato, che può contare su più di 90 dipendenti e su un Consiglio di amministrazione che il presidente definisce determinante per continuità ed esperienza.

“Mi sono calato in questa realtà con il rispetto e l’umiltà che si devono a una struttura già efficiente”, spiega Prunotto, ricordando il contributo del Cda: dal vicepresidente Marco Buttieri, presidente nazionale di Federcasa, all’ex presidente Paolo Caviglia, fino a Alberto Mossino e Gianni Arbocco, insieme al revisore e al direttore generale. Un lavoro corale che, nei primi dodici mesi, ha portato anche a una presenza diretta sul territorio, con sopralluoghi in oltre cinquanta Comuni.

Dentro questo quadro generale, Alba rappresenta uno dei contesti più strutturati e, allo stesso tempo, più sollecitati. Il patrimonio ATC in città conta 313 alloggi, dei quali solo quattro risultano oggi non assegnabili per manutenzione. Un dato che colloca Alba in una situazione migliore rispetto ad altre realtà piemontesi e nazionali, frutto di un’attività costante di recupero.

“Il nostro obiettivo è arrivare a zero alloggi vuoti per ragioni tecniche, il prima possibile”, chiarisce il presidente, rimarcando come il nodo centrale non sia tanto l’offerta, quanto la domanda abitativa in aumento. L’ultima graduatoria comunale registra 411 domande, attualmente in fase provvisoria: un passaggio tecnico che prevede verifiche e ricorsi prima della definizione finale. Un numero che riflette la crescente difficoltà di accesso al mercato privato degli affitti.

Un altro elemento strutturale è rappresentato dalla morosità, sia colpevole sia incolpevole, che continua a drenare risorse destinate alla manutenzione del patrimonio. Nonostante questo, ad Alba nel 2025 non si sono registrati sfratti da parte dell’ATC.

“Le case le vogliamo dare, non togliere. Lo sfratto è davvero l’extrema ratio, quando non c’è più nulla da fare”, sottolinea Prunotto, evidenziando un approccio improntato alla mediazione e alla ricerca di soluzioni condivise.

Sul piano della gestione quotidiana, l’ATC Piemonte Sud sta lavorando anche a un rafforzamento del rapporto diretto con gli inquilini, attraverso strumenti digitali. A breve verrà infatti lanciata una nuova App dedicata agli utenti, che consentirà di consultare la propria posizione, stampare le bollette e gestire in autonomia le principali pratiche.

“L’obiettivo è semplificare, rendere più accessibili i servizi ed evitare passaggi inutili tra uffici e sportelli”, spiega il presidente, sottolineando come l’innovazione amministrativa sia parte integrante della qualità dell’abitare.

Tra gli interventi recenti ad Alba, uno dei più significativi riguarda via Pinot Gallizio, dove è stata rifatta la pavimentazione dei cortili, ormai vecchia di circa quarant’anni e causa di problemi strutturali. L’intervento, concluso nell’autunno scorso, ha incluso anche l’inserimento di rampe per l’abbattimento delle barriere architettoniche, migliorando l’accessibilità degli spazi comuni.

Guardando al 2026, le prospettive restano legate alla capacità di intercettare finanziamenti. L’ATC Piemonte Sud sta lavorando sui fondi PNRR, con l’obiettivo di riqualificare fino a mille alloggi sull’intero territorio, inclusi immobili ad Alba, ma con un approccio dichiaratamente prudente.

“Non faccio promesse che non dipendono solo da noi. L’obiettivo è chiaro, ma i finanziamenti vanno prima ottenuti”, precisa Prunotto.

Nel bilancio del primo anno, realismo e prospettiva si tengono insieme: un patrimonio complesso, una domanda abitativa crescente e risorse limitate, ma anche una struttura che, grazie alla collaborazione con i Comuni e alla professionalità degli uffici, continua a reggere l’urto.

“C’è ancora molto da fare, ma la strada intrapresa negli ultimi anni è quella giusta”, conclude il presidente.

Daniele Vaira