Il Liceo “Leonardo Da Vinci” di Alba ha scelto di non limitarsi a presentare un nuovo indirizzo di studio, ma di raccontarne il senso attraverso un confronto aperto con il territorio. Durante l’Open Day dedicato al Liceo del Made in Italy, la scuola ha ospitato una tavola rotonda che ha messo in dialogo istituzioni, imprese e comunità scolastica, trasformando un momento di orientamento in un’occasione di riflessione più ampia sul rapporto tra formazione e mondo produttivo.
L’iniziativa si inserisce in un quadro già definito a livello provinciale, che vede tre istituti attivi sul Liceo del Made in Italy, ma ad Alba il percorso ha assunto un carattere specifico: quello di una scuola che prova a interrogarsi pubblicamente su come accompagnare i ragazzi dentro la complessità del presente, senza rinunciare alla propria identità liceale.
Il confronto, svoltosi giovedì 29 gennaio nella sala polivalente dell’istituto, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, in collegamento, dell’assessore del Comune di Alba Davide Tibaldi, della presidente di Confartigianato Cuneo Daniela Balestra e di rappresentanti del mondo imprenditoriale, attivi in settori diversi, dall’industria alimentare al design, dalla tecnologia alla manifattura. Più che una sequenza di interventi, è emersa una domanda condivisa: quale tipo di formazione è oggi in grado di preparare davvero i giovani a muoversi tra studio, lavoro e trasformazioni economiche.
In questo contesto si colloca il Liceo del Made in Italy del “Da Vinci”, pensato come un percorso che non separa il sapere dal saper fare, ma prova a metterli in relazione. L’indirizzo nasce con l’obiettivo di ridurre la distanza tra formazione e mondo del lavoro, offrendo agli studenti strumenti per comprendere e interpretare le dinamiche economiche e produttive che caratterizzano l’eccellenza italiana. Al centro vi sono le scienze economiche e giuridiche, intese non come specializzazione tecnica, ma come chiavi di lettura dei processi di gestione, valorizzazione e trasformazione dei settori del Made in Italy, in una prospettiva che tiene insieme contesto storico-culturale e scenari globali.
Il percorso mira a far maturare negli studenti la capacità di analizzare gli scenari culturali e produttivi, cogliendone l’evoluzione e le criticità, e di acquisire competenze utili sia per la comprensione dell’impresa sia per le strategie di internazionalizzazione. La dimensione linguistica assume in questo senso un ruolo centrale, con un rafforzamento delle competenze in inglese e in una seconda lingua straniera, accanto a esperienze formative orientate allo sviluppo di abilità pratiche e progettuali.
Come spiegato dalla dirigenza scolastica, l’idea di fondo è quella di una scuola che ambisce a essere “un ponte tra conoscenze classiche, apertura all’attualità e legame tra sapere, saper fare e agire nella complessità delle relazioni umane, professionali e sociali che connotano il nostro tempo”. Un’impostazione che si traduce in un approccio interdisciplinare, in una didattica laboratoriale che prende forma già a partire dal secondo anno e nell’anticipazione dei percorsi di orientamento, pensati per aiutare gli studenti a leggere con maggiore consapevolezza le proprie scelte future.
L’obiettivo dichiarato non è quello di indirizzare precocemente verso un’unica strada, ma di mantenere aperte più possibilità, dalla prosecuzione degli studi universitari in ambito economico, giuridico, gestionale e della comunicazione, all’accesso ai percorsi ITS Academy, fino a un eventuale ingresso diretto nel mondo del lavoro nei settori produttivi, commerciali e della consulenza.
“Portiamo l’energia del Made in Italy, con la sua capacità di fare, creare e innovare. È un liceo che prepara giovani consapevoli, capaci di affrontare le sfide del mondo del lavoro e dell’impresa con competenze solide e una visione internazionale”, ha sottolineato il dirigente scolastico Raffaele Mandaradoni, richiamando il senso di una proposta che tiene insieme formazione culturale e responsabilità educativa.