Attualità - 03 febbraio 2026, 12:16

Bilancio Regione, Calderoni (PD): "La destra silenzia le voci della Granda"

Discussione contingentata in aula, illustrati meno di un terzo degli emendamenti. Il consigliere cuneese: "Ignorati temi cruciali come sanità, trasporti e sostegno al territorio"

Mauro Calderoni in aula

«La destra che governa il Piemonte ha scelto di contingentare i tempi di discussione sul bilancio regionale, impedendo un confronto serio e approfondito sugli emendamenti presentati. Una decisione grave, che ha limitato il ruolo del Consiglio e mortificato il lavoro di chi, come noi, ha provato a portare in aula i bisogni reali e le tante voci dei territori».

Con queste parole Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta l'iter del bilancio della Regione Piemonte, evidenziando come dalle parti del grattacielo ci fosse fretta di chiudere la pratica. A conferma che si sarebbe potuto fare di più e meglio, sottolinea Calderoni, arriva la relazione del collegio dei revisori che definisce il bilancio "tendenzialmente in equilibrio" - non proprio un'eccellenza per chi propina continuamente i mantra del merito.

Il consigliere cuneese denuncia un bilancio di galleggiamento con un piano delle alienazioni da raffinare, criticità sugli accantonamenti – a partire dalle quote per le province dei canoni sulle derivazioni idroelettriche – nessuna analisi sul disavanzo delle Asl e poca chiarezza sui 268 milioni di deficit della Sanità. In sintesi, secondo Calderoni: meno servizi, più disuguaglianze, con Rsa in difficoltà, trasporto pubblico tagliato, zero risorse per giovani e territori, mentre aumentano le tasse dal bollo auto all'addizionale Irpef.

«C'è voluto tempo per prendere confidenza con il ruolo di consigliere regionale – prosegue Calderoni –, ma dopo il primo anno ho capito che si può essere voce di quel pezzo di Granda che voce non ha, grazie a un lavoro costante di ascolto e di confronto con amministratori locali, associazioni, imprese e famiglie. Un lavoro serio, che avevo tradotto in emendamenti puntuali, concreti e legati a situazioni molto specifiche della nostra provincia».

Gli emendamenti presentati dal consigliere riguardavano ambiti fondamentali per la qualità della vita dei cittadini: protezione civile e sicurezza del territorio, agricoltura e gestione delle risorse idriche, cultura e tradizioni locali, welfare, sanità e istruzione, oltre a lavoro, sviluppo economico, mobilità e politiche giovanili.

«Avevo predisposto proposte su protezione civile, volontari Aib, consorzi di bonifica, sistemi irrigui, scuole dell'infanzia paritarie, rete trasfusionale, Pro loco, cori e bande musicali, carnevali storici, pubbliche assistenze, elisoccorso, distretti del commercio, crisi industriali, viabilità, trasporti e giovani, ma la maggioranza mi ha consentito di illustrarne meno di un terzo».

Dei numerosi emendamenti presentati, ne è stato accolto solo uno, trasformato però in ordine del giorno senza impegni concreti ma solo come indirizzo per il lavoro di giunta. Riguarda l'autostrada A33, fondamentale per la mobilità in provincia di Cuneo e in particolare per il sistema viario nell'area Castagnito, Alba, Cherasco e Bra, dove svolge anche funzioni di tangenziale urbana contribuendo a decongestionare strade ordinarie come la S.S. 231 e la S.P. 7. La proposta di Calderoni chiede di rendere gratuita questa tratta o di prevedere almeno un regime tariffario agevolato, come già avviene per la A55 Torino-Pinerolo, per evitare che l'introduzione del pedaggio vanifichi i benefici aumentando traffico, rischi per la sicurezza e impatto ambientale.

Tra i temi che non hanno trovato spazio di approfondimento, Calderoni elenca il potenziamento della rete trasfusionale piemontese, il rafforzamento dei consorzi di bonifica e dei sistemi irrigui, il sostegno alle scuole dell'infanzia paritarie, alle Pro Loco, ai cori e alle bande musicali e ai Carnevali storici: interventi che riguardano servizi essenziali, comunità locali e identità territoriali.

«È un peccato non aver ricevuto né attenzione né ascolto – conclude Calderoni – perché queste proposte raccontano un'idea di Piemonte che investe nei servizi pubblici, nell'educazione, nella cultura, nell'agricoltura e nella coesione sociale. Un Piemonte che non si limita a gestire l'esistente, ma che sceglie di rafforzare ciò che tiene insieme la nostra regione. Continuerò a portare avanti queste istanze, dentro e fuori dall'aula, perché le voci della Granda non possono essere messe a tacere».

cs