Attualità - 01 febbraio 2026, 06:02

La nuova Sisi prende forma ad Alba: verso il subentro pubblico del ciclo idrico con "una società più strutturata"

Il presidente Gianni Arbocco in Commissione: "Superato lo stallo estivo, avviati i tavoli tecnici e definito il cronoprogramma tra closing, pagamento del valore residuo e passaggio operativo"

Gianni Arbocco, presidente di Sisi – Società intercomunale servizi idrici (al centro). A destra il sindaco di Alba Alberto Gatto

Il percorso di pubblicizzazione del ciclo idrico nel territorio albese entra nella sua fase decisiva e, dopo anni di rallentamenti e passaggi complessi, la transizione verso la gestione pubblica sembra imboccare un tracciato finalmente definito.

A fare il punto, davanti alla terza Commissione consiliare di Alba, è stato Gianni Arbocco, presidente di Sisi – Società intercomunale servizi idrici, (nella foto sotto) chiamato a ricostruire lo stato dell’arte di una vicenda che si trascina da oltre dieci anni e che, negli ultimi mesi, ha conosciuto una forte accelerazione.

Per comprendere la portata del passaggio occorre tornare all’estate scorsa. Nella Commissione del 28 luglio, quando Arbocco era stato insediato da poche settimane, la situazione appariva ancora incerta.

“Eravamo ancora in  mare aperto”, ha ricordato, riferendosi all’intera galassia Cogesi e alle società consorziate, con due nodi principali ancora aperti: il reperimento delle risorse necessarie a coprire il valore residuo, e la definizione delle modalità del subentro rispetto all’ex gestore Egea Acque. Una fase segnata da stallo e incertezza, che rendeva difficile anche solo delineare un cronoprogramma credibile.

Il cambio di passo è arrivato nel momento in cui la copertura finanziaria è stata messa a terra. In parte grazie alla solidità di alcune società consorziate, in parte attraverso nuovi finanziamenti, Cogesi, in quanto soggetto titolare del percorso di subentro, ha potuto certificare la disponibilità delle risorse e sottoporre la soluzione all’attenzione dell’ATO, l’ente regolatore, che ne ha sancito la correttezza. “Nel momento in cui noi, con  Cogesi, abbiamo avuto la certezza di avere la provvista, lo abbiamo segnalato all’ATO, che ha confermato che questa modalità andasse bene”, ha spiegato Arbocco.

A quel punto si è aperta una fase delicata, segnata dal ricorso presentato da Egea Acque e dalla richiesta di sospensiva, poi respinta. Il rigetto ha confermato la legittimità dell’operato di Cogesi e delle consorziate e ha consentito di superare una fase di conflittualità che aveva contribuito a rallentare il percorso.

Con la presa d’atto, anche da parte dell’ex gestore, dell’impossibilità di proseguire sul terreno del contenzioso, il clima si è progressivamente rasserenato e si è potuti entrare nella fase operativa. È in questo contesto che sono stati attivati i cosiddetti tavoli tecnici, chiamati a definire nel dettaglio le modalità del subentro.

Lavoro su materie diverse in un percorso unitario

Tavoli che coinvolgono personale di Egea Acque e di Cogesi e, a seconda delle materie, le diverse società consorziate. “Ci sono i tavoli sul personale, sugli asset e sugli investimenti, sulle utenze e sui contratti, sulle modalità di regolazione e sulle contabilità”, ha spiegato Arbocco, richiamando anche il lavoro necessario per armonizzare sistemi informatici diversi, che “non necessariamente si parlano”. A questi si affiancano i tavoli tecnico-operativi, quelli sulla finanza e quelli sulla compliance, in un percorso che mira a costruire una gestione unitaria e coerente.

Sul cronoprogramma Arbocco ha indicato due scadenze chiave. Con la copertura finanziaria ormai definita e validata dall’ATO, il percorso è entrato nella sua fase conclusiva sul piano formale. “Se tutto procederà come previsto, entro fine febbraio si dovrebbe arrivare alla formalizzazione dell’atto di closing e, quindi, al pagamento del valore residuo, passaggio che chiude la fase amministrativa del subentro”, ha spiegato il presidente di Sisi.

Resta però centrale la fase successiva, quella del passaggio operativo. “Il vero problema è quando operativamente si passerà nella gestione, perché c’è il tema dei tempi di passaggio della bollettazione e di strutturare all’interno di Cogesi e delle consorziate, tutte le modalità operative”. L’orizzonte indicato in Commissione è quello di arrivare al passaggio di bollettazione “entro maggio, massimo giugno”.

L’audizione non si è però limitata alla ricostruzione del percorso amministrativo.

Un cambiamento anche di organico

Al centro dell’intervento di Arbocco c’è stata soprattutto la prospettiva della nuova Sisi, chiamata a cambiare dimensione e assetto. La società è destinata a passare da un fatturato di circa 12–12,5 milioni di euro a oltre 30 milioni, mantenendo margini operativi importanti, ma affrontando nel 2026 possibili criticità non sul piano economico, bensì su quello finanziario, legate al cash flow. “La mia ambizione è fare quella che mi piace chiamare la grande Sisi”, ha spiegato, collegando l’obiettivo a una strutturazione più efficace ed efficiente.

L’attuale struttura di SiSi – ottima – con un management di altissimo livello, e un personale dedito e abnegato, dovrà inevitabilmente essere implementata, per far fronte alle sfide che la Sisi che fatturerà oltre 30 milioni di euro, sarà chiamata ad affrontare”, ha ancora tenuto a esplicare ed enfatizzare, il Presidente di SiSi.

Due i fronti ritenuti decisivi: la sicurezza, intesa non come assolvimenti burocratici, ma come funzione di governo che rende stabile e controllabile il sistema di sicurezza,  e il controllo di gestione nel monitoraggio degli aspetti economico finanziari,  dei costi legati all’attività operativa.

Efficienza operativa, ottimizzazione dei costi, continuità del servizio, trasparenza economico-finanziaria, sostenibilità, e conformità normativa che già oggi una eccellente gestione dell’Alto Management di SiSi ha assicurato, nella SiSi che sarà, saranno ulteriormente implementati.  “Noi, oltre alla gestione dell’acquedotto, facciamo fognatura e depurazione - trattasi di attività pericolose -  e possono capitare  incidenti”, ha osservato, sottolineando la necessità di rafforzare l’organizzazione interna sul piano della sicurezza. Sul versante gestionale, ha rimarcato come una compagine da oltre 30 milioni di fatturato richieda strumenti avanzati di controllo di gestione.

In questo quadro si inserisce anche l’ipotesi di un ampliamento dell’organico, oltre al personale che dovrà essere ereditato dall’ex gestore, un passaggio che dovrà essere chiarito nei tavoli tecnici anche alla luce delle informazioni finora parziali sui profili coinvolti. Arbocco ha precisato di aver condiviso questa impostazione con i titolari della golden share di Sisi, il sindaco di Bra Gianni Fogliato e il sindaco di Alba Alberto Gatto, richiamati come interlocutori istituzionali con cui il progetto è stato discusso. Ha inoltre evidenziato come i rapporti con le altre consorziate, a partire da Alac e Alpi Acque, siano oggi improntati a un clima positivo, pur nella complessità di un sistema in cui ciascun soggetto porta interessi e specificità territoriali.

Nel quadro delle partite aperte rientrano anche alcune operazioni societarie collaterali. Arbocco ha citato la vicenda di TecnoEdil Lavori, che potrebbe essere acquisita da Alac, mentre Sisi ha scelto per il momento una posizione prudente, legata alle esigenze di sostenibilità finanziaria nel 2026, pur dichiarandosi disponibile a valutare in futuro forme di collaborazione nel pieno rispetto del quadro normativo.

Un ulteriore passaggio ha riguardato Alta Langa Servizi, già partecipata da Sisi, con la prospettiva che, se il percorso procederà senza intoppi, possa essere ulteriormente integrata nel corso del 2026. In premessa, Arbocco ha voluto ricordare il lavoro svolto negli anni precedenti dal suo predecessore Franco Foglino, sottolineando come l’attuale accelerazione sia anche il risultato di un percorso lungo e complesso.

Dopo oltre dieci anni di passaggi, contenziosi e rallentamenti, l’orizzonte indicato in Commissione è quello di un closing entro fine febbraio e di un passaggio operativo entro l’inizio dell’estate: la soglia che, per Alba e il territorio, segnerebbe l’avvio concreto della nuova fase della gestione pubblica del ciclo idrico.

Daniele Vaira