La riapertura della cosiddetta rottamazione quinquies, prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e estesa anche ai tributi locali, arriva in Consiglio comunale come questione di merito politico e finanziario. A sollevarla è stato il consigliere Domenico Boeri (Per Alba – Cirio), che ha presentato un’interpellanza chiedendo se l’Amministrazione intenda utilizzare lo strumento per agevolare il pagamento di tributi e sanzioni comunali.
Boeri ha richiamato i numeri: il Comune di Alba presenta ruoli aperti per oltre 10,7 milioni di euro, mentre il fondo crediti di dubbia esigibilità per il 2026 prevede accantonamenti superiori a 1,08 milioni di euro, legati in particolare a IMU, Tari e violazioni del Codice della strada. Da qui la domanda politica: valutare una definizione agevolata potrebbe consentire di recuperare almeno una parte di queste somme, facendole rientrare nelle casse comunali.
La risposta dell’Amministrazione è arrivata dall’assessore al Bilancio Luigi Garassino, che ha escluso in modo netto l’adesione alla rottamazione quinquies. “L’Amministrazione non intende aderire a questo strumento”, ha chiarito, ricordando come Alba abbia mantenuto la stessa posizione anche nelle precedenti edizioni della rottamazione, a partire dal 2016. Una linea, ha sottolineato Garassino, che ha attraversato amministrazioni di colore politico diverso.
Alla base della scelta, secondo l’assessore, c’è una valutazione strutturale. “Il Comune di Alba ha una buona capacità di riscossione, fondata sul lavoro efficace degli uffici ma soprattutto sulla correttezza e sulla fedeltà dei contribuenti”. Un equilibrio che, a giudizio dell’Amministrazione, rischierebbe di essere indebolito dall’introduzione di sanatorie generalizzate. “Questo rapporto fiduciario è un valore da preservare, al di là delle somme in gioco”.
Garassino ha inoltre ricordato che esistono già strumenti alternativi per chi si trova in difficoltà. “Penso, ad esempio, al ravvedimento operoso lungo, che consente di sanare situazioni di irregolarità anche su archi temporali estesi”. Un meccanismo ritenuto più coerente con l’impostazione seguita dal Comune rispetto a una definizione agevolata straordinaria.
Nel suo intervento conclusivo, l’assessore ha aggiunto un ulteriore elemento di valutazione. “La rottamazione non è legata all’emersione di irregolarità: questo è uno dei motivi principali per cui la valutazione dell’Amministrazione resta negativa”.