Politica - 30 gennaio 2026, 18:49

“No” della maggioranza in consiglio regionale alle corse Cuneo-Torino: Marro denuncia incoerenze

La consigliera lancia accuse di ipocrisia sul fronte trasporti, dopo il rigetto dell’ordine del giorno che chiedeva il ripristino stabile delle corse mattutina delle 4:19 da Cuneo e serale delle 23:35 da Torino, soppresse dai tempi del Covid

Nel corso della discussione sul bilancio 2026-2028, l’assemblea ha bocciato la proposta della minoranza, nonostante l’impegno pubblico dell’assessore ai Trasporti Marco Gabusi a riattivare i due collegamenti, con tanto di studio tecnico-economico e copertura finanziaria confermata. 

Ancora più paradossale il rifiuto di un ordine del giorno identico a quello approvato all’unanimità nel luglio 2025, presentato dal consigliere di maggioranza Sacchetto (FdI) e firmato anche da Marro: votato allora, ignorato oggi solo perché proveniente dall’opposizione. 

"Forse per la maggioranza queste sono “futilità”. Per chi lavora, studia o rientra la sera da Torino, sono invece la differenza tra avere un servizio pubblico e dover rinunciare a tutto", sottolinea la consigliera di Avs Giulia Marro.

Sempre nella seduta è stata respinta la mozione per una linea di finanziamento regionale dedicata alla rivitalizzazione delle stazioni ferroviarie, intese come presidi di sicurezza, socialità e rigenerazione urbana. 

"Tra Cuneo e Mondovì – spiega Marro – i territori si sono già attivati grazie all’impegno dei Comuni e alle realtà del Terzo settore, dimostrando che una stazione vissuta è più sicura, più curata e più utile alla comunità. Ma senza uno stanziamento strutturale a bilancio regionale questi percorsi rischiano di restare fragili e episodici". 

Esperienze come il Movicentro di Cuneo e il Caffè Sociale di Mondovì evidenziano il potenziale di queste riqualificazioni, purché sostenute da una regia istituzionale con RFI, ma l’occasione appare persa. "È la dimostrazione plastica che molti ordini del giorno della maggioranza servono solo a non creare malumori interni. Si votano, si annunciano, poi si dimenticano in un cassetto", osserva Marro.