Politica - 30 gennaio 2026, 06:07

La mostra “Era Gallizio” ad Alba: la Giunta rivendica il risultato. Bolla contesta i numeri

La vicesindaca Pasini parla di “soddisfazione completa” e di un tassello strategico verso il 2027. Il consigliere di minoranza chiede meno autocelebrazione e più analisi su pubblico, costi e collocazione

La domanda, volutamente asciutta, non puntava a riaprire la discussione sulla qualità artistica della mostra, ma a ottenere una valutazione politica: l’Amministrazione è davvero soddisfatta dei risultati di pubblico della rassegna “Era Gallizio” appena conclusa al Museo civico “Federico Eusebio”? È questo il senso dell’interrogazione presentata dal consigliere Emanuele Bolla, che in Consiglio ha chiesto un giudizio “soggettivo” da parte della Giunta, oltre la dimensione dei dati.

La vicesindaca Caterina Pasini ha risposto senza esitazioni, rivendicando una valutazione positiva piena: “Posso evidenziare una soddisfazione completa per la mostra Era Gallizio”. La mostra, ha ricordato, è nata per ricordare l’artista nel sessantesimo anniversario della scomparsa, con la curatela della professoressa Maria Teresa Roberto e il coinvolgimento degli archivi Gallizio: un progetto site specific pensato per gli spazi del Museo Eusebio, che ha riportato all’attenzione opere come L’Anticamera della morte.

Il punto, per Pasini, non si esaurisce negli ingressi: “È stata una mostra che ha visto un incremento del 12% dei visitatori rispetto all’anno precedente”, con un aumento sensibile anche tra i visitatori in possesso della tessera del circuito museale piemontese. E soprattutto, ha insistito la vicesindaco, c’è una dimensione di reputazione: “Ha avuto una risonanza mediatica nazionale”, citando testate specializzate e spazi radiofonici. Da qui la tesi politica: “In sintesi la mostra non è stata tanto un successo numerico, ma un tassello fondamentale per il consolidamento dell’identità culturale del tessuto cittadino”, fino a legare l’iniziativa al percorso che ha portato Alba a essere nominata Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, con un dossier ispirato proprio all’opera di Gallizio.

Nella replica, Bolla ha spostato l’asse: prima i ringraziamenti ai sostenitori dell’iniziativa, poi la contestazione. Ha citato il contributo di sponsor e partner (Fondazione Cassa di Risparmio, Banca d’Alba, gruppo Mollo e Centro Studi), evidenziando il “valore” complessivo dell’operazione, quantificato in 40 mila euro, con un investimento comunale attorno ai 23.700 euro, aumentato — ha ricordato — anche attraverso una variazione di bilancio.

È qui che il consigliere di minoranza ha messo in discussione l’espressione “soddisfazione completa”. Da un lato, ha richiamato criticità emerse durante l’allestimento: “A un certo punto del suo percorso la mostra, quantomeno i suoi allestimenti, sono persino staccati dai muri”. Dall’altro, ha contestato la lettura dei dati: secondo i suoi conteggi l’incremento complessivo sarebbe pari a 653 ingressi in 270 giorni, cioè 2,4 persone al giorno. Un numero che, per Bolla, rende difficile sostenere un giudizio trionfale. Ha inoltre ipotizzato che nel +12% possano essere confluiti anche eventi collaterali come le degustazioni (circa 500 ingressi, ha detto), alterando la percezione del risultato strettamente “mostra”.

La critica, però, non è stata solo contabile. Bolla ha chiesto di usare l’esperienza come banco di prova in vista del 2027: “Deve essere un’occasione per interrogarci e capire come possiamo fare meglio”. E ha rimesso sul tavolo un tema già sollevato in passato, a suo dire: la collocazione al Museo Eusebio. Pur riconoscendo l’interesse della rassegna, ha sostenuto che il luogo scelto non avrebbe favorito una piena espressione del progetto né una ricaduta di pubblico adeguata, invitando a non archiviare la discussione con un giudizio di piena soddisfazione.

d.v.