Riceviamo e pubblichiamo
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Cresce la paura dei Braidesi dopo il fatto di cronaca avvenuto giovedì 15 gennaio scorso alla stazione di Bra, quando un viaggiatore, risultato sprovvisto di biglietto al controllo del personale di Trenitalia, è stato fatto scendere dal convoglio sul quale irregolarmente viaggiava e ha aggredito il capotreno che, in seguito alle percosse subite, è stato trasportato all’ospedale di Verduno, dal quale, dopo le medicazioni e le verifiche sulle sue condizioni, è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni, mentre l’aggressore è riuscito a darsi alla fuga.
Il Sindaco e l’Amministrazione scrivono: «Chiediamo a chi ha la responsabilità a livello governativo, della sicurezza dei treni e nelle stazioni, il diritto di poter viaggiare tranquilli sui treni regionali, utilizzati da molti nostri concittadini. Servono meno propaganda ma fatti concreti». Ooohhh!!!, è stata la prima reazione del Circolo braidese di Fratelli d’Italia, e di tanti altri comuni cittadini; forse l’Amministrazione ha deciso di darsi una mossa e di uscire dal tombale silenzio di fronte alla sempre minore sicurezza che si respira in città. Il centrodestra braidese, del quale Fratelli d’Italia fa parte, ha più volte posto richieste e avanzato proposte concrete in merito alla questione sicurezza, che qui vogliamo ricordare in sintesi: Dotazione di taser alla Polizia Municipale: incontro richiesto a ottobre, ad oggi risposta non pervenuta; Presidio fisso in stazione/Area Movicentro: chiesto più volte, nulla di fatto; Revisione del Regolamento di Polizia Urbana: convocazione attesa da un anno; Istituzione delle Zone Rosse: dall’estate scorsa silenzio assoluto; Punto di Polizia Ferroviaria in stazione: richiesto con forza, ancora nessun riscontro, anche se il Sindaco pare continui ad insistere con il Prefetto. Forse un piccolo passo l’Amministrazione lo sta muovendo, se teniamo conto che per martedì 3 febbraio, presso la sala consiliare, è finalmente stata convocata, presenza ed aperta al pubblico, la riunione della Commissione sicurezza, con all’ordine del giorno, anche l’analisi dei fatti accaduti alla stazione ferroviaria e l’adozione del taser per la Polizia locale. E in questo frangente ci auguriamo che torni come priorità la richiesta dell’aperture del Commissariato di Polizia attraverso le corrette interlocuzioni con i vari livelli istituzionali. «Le richieste», sottolinea Carlo Patria, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, «vengono ignorate o minimizzate, liquidando il tutto come una semplice “percezione di insicurezza” e negando l’esistenza di un problema
reale che i cittadini subiscono ogni giorno». Ma, ci chiediamo, dove è finito il dialogo tra le parti, dove si è nascosto il confronto onesto tra proposte che, se pur differenti, potrebbero portare a soluzioni concrete su problematiche reali e importanti che assillano la nostra città? Non è democrazia né rispetto ignorare chi, pur minoranza, è stato eletto dai cittadini.
Ora, ci pare evidente che la “percezione di insicurezza” si sia ormai trasformata in vera e propria “certezza”. E non è una giustificazione dire che “coinvolge l’intero territorio”: siamo a Bra, signor Sindaco, e i cittadini braidesi pretendono che si pensi alla tutela contro i delinquenti nella loro città, che si bussi a tutte le porte possibili per ottenerla, insistendo con educazione, certo, ma con estrema fermezza, anche battendo i pugni, se necessario. E ai nostri amministratori non possiamo che consigliare di vivere la realtà sul campo: facciano una passeggiata ogni giorno nelle zone più degradate, oltre che alla stazione, nell’area interna, attraversino – andata e ritorno – il sottopasso, si fermino un po’ nei giardini di Piazza Roma a giocare con i bambini (ammesso che qualche mamma ce li porti ancora). I fatti concreti non li stiamo vedendo da una vita, è giunto il tempo – benché in pauroso ritardo – di dare risposte serie e di passare ai fatti.