Come da tradizione, alla fine di ogni anno i Comuni tirano giù le somme dei cambiamenti, avvenuti durante il periodo della rivoluzione attorno al Sole, dal punto di vista anagrafico.
L’aspetto più preoccupante dalla prospettiva demografica nella nostra provincia è senza dubbio il saldo naturale, la differenza tra nascite e decessi, in calo in tutte le sette sorelle della Granda. Tuttavia, la variazione complessiva del valore assoluto degli abitanti è stata controbilanciata in modo considerevole in quasi tutte le grandi città della provincia dal saldo migratorio positivo.
I ruoli, per quanto riguarda il numero della popolazione, sono rimasti invariati: Cuneo è la città più popolosa, a quota 55.923 abitanti, seguita da Alba (31.069), Bra (29.919), Fossano (24.125), Mondovì (22.395), Savigliano (21.791) e Saluzzo (17.640).
Il capoluogo della Granda è cresciuto di 20 unità nel corso del 2025, una lieve espansione, simile in termini di valori assoluti a quella di Saluzzo (+26) o di Bra (+10).
In netto aumento Fossano, che ha registrato una crescita di 51 residenti. Mondovì ha subito l’incremento maggiore di tutta la provincia: +243 abitanti, un trend che segue i dati positivi del 2024. Il sindaco Luca Robaldo sottolinea che in appena due anni la città ha avuto una crescita considerevole: 338 nuovi cittadini, pari a +1,5% sul totale della popolazione. Inoltre, Mondovì ha superato quota 10.000 famiglie, con una crescita demografica ai massimi storici dal 1998.
Le uniche due città in calo risultano Alba, con 62 cittadini in meno rispetto al 2024, e Savigliano, nella quale prosegue il trend negativo: -14 unità nel 2024, -39 nel 2025.
In tutte le città il saldo naturale è in negativo: -280 a Cuneo, -71 nell’ex capitale del marchesato, -165 nel capoluogo delle Langhe, -102 nella città degli Acaja, -72 a Savigliano, -170 nella città braidese e -72 nella città simbolo del monregalese.
Nel 2025 a Cuneo è avvenuta una nascita ogni due decessi circa, trend simile anche a Saluzzo, Bra e Alba.
Il saldo migratorio risulta, invece, positivo in tutte le città simbolo della Granda: +302 a Cuneo, +97 a Saluzzo, +103 ad Alba, +153 a Fossano, +33 a Savigliano, +180 a Bra e +315 a Mondovì.
La città con la quota rosa in percentuale più elevata risulta Alba, con il 52,2% di donne all’interno dei suoi confini, seguita da Bra (51,4%), Cuneo (51,2%), Saluzzo (50,6%), Mondovì (50,3%), Savigliano (50,1%) e Fossano, unica delle sette sorelle con un numero maggiore di uomini, seppur con un dato maschile che supera solamente di 43 unità quello femminile.
In un contesto di decrescita demografica, in aumento sono, invece, le comunità straniere: rumeni, albanesi e marocchini dominano in quasi tutte le grandi città della Granda, ma le etnie sono molte di più. A Cuneo, dove la comunità dominante è quella rumena, sono forti anche le comunità cinese e filippina, mentre ad Alba si segnala la presenza di 188 macedoni e 146 bulgari. A Fossano, oltre alle già citate tre grandi etnie, spiccano i 253 senegalesi e i 174 indiani; questi ultimi costituiscono una presenza forte anche a Savigliano (198). A Mondovì è interessante notare come il 40% della popolazione straniera sia concentrata sotto la soglia dei 29 anni, con quasi il 10% a comporre la fascia degli under 6. Saluzzo è la città più eterogenea: 82 nazionalità straniere diverse, provenienti da tutti i continenti.
È su questo equilibrio tra saldo naturale e saldo migratorio che si giocherà il futuro della demografia delle grandi città della Granda.