Sotto il motto “Con gli Alpini, per non dimenticare”, sono entrate nel vivo le celebrazioni promosse dalla Sezione ANA di Ceva per l’83° anniversario della Battaglia di Nowo Postojalowka. Una giornata, quella di sabato 17 gennaio, segnata da una partecipazione commossa e da momenti di profonda riflessione che uniscono il passato del fronte russo al presente di una terra oggi nuovamente martoriata dai conflitti.
La mattinata si è aperta con un simbolico passaggio di testimone verso le nuove generazioni: l’inaugurazione della parete di arrampicata presso le scuole medie, alla presenza del sindaco Fabio Mottinelli e degli assessori Favole e Prato, e del presidente della sezione ANA Fabrizio Carena con i membri del Direttivo sezionale.
"La fatica della scalata ricorda il sacrificio degli alpini in montagna", ha sottolineato il primo cittadino guardando i tanti bambini presenti.
Il momento centrale si è spostato poi nella splendida cornice della Chiesa di Santa Maria, dove è stata inaugurata la mostra del Cappello Alpino e l’esposizione di documenti e cimeli, curata da Giorgio Gonella e dal Memoriale della Cuneense di Cuneo, rappresentato dal presidente Aldo Meinero.
Tra cappelli, moschetti e persino curiose racchette da neve per i muli, il messaggio è stato univoco: trasformare il materiale bellico in uno strumento di pace.
Aldo Meinero ha ricordato il legame viscerale tra queste terre e i 13.500 caduti: "Non sono solo numeri, erano i nostri figli, i nostri nonni, i nostri vicini. Il nostro compito è tramandare questi valori ai giovani, perché capiscano la concretezza della guerra oltre lo schermo di un computer".
Giorgio Gonella, anima della ricerca storica, ha evidenziato il legame con l’attualità: "Quei nomi russi e ucraini che sentiamo oggi al telegiornale sono gli stessi luoghi dove i nostri alpini soffrirono il gelo e la morte. Non imparare nulla dalla storia sarebbe il vero fallimento".
L'attesa è ora per questa sera. Alle 17,30 verrà inaugurato il nuovo e suggestivo Museo degli Alpini allestito nella sede Ana di Ceva, al Tirassegno: in esposizione cimeli messi a disposizione dagli alpini del territorio, con tante curiosità e persino una piccola baita simile a quelle realizzate dagli alpini sul fronte russo con i pochi mezzi a disposizione.
Alle 21, il Teatro Marenco ospiterà poi uno degli eventi più prestigiosi: il concerto della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense. Sarà una serata di grande musica e tradizione, un omaggio in note al coraggio delle "Penne Nere". L'ingresso è gratuito (fino a esaurimento posti).
Il culmine delle celebrazioni sarà domani, domenica 18 gennaio, quando Ceva accoglierà il presidente nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, e il Consiglio Direttivo Nazionale. Atteso anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, per celebrare la terza Giornata del Valore Alpino.
Il cronoprogramma di domenica:
Alle 8:30: ammassamento in Piazza della Libertà (Piazza d'Armi) e iscrizione dei gagliardetti.
Alle 9:30: ingresso del Labaro Nazionale, Alzabandiera e onori ai Caduti con il Picchetto e la Fanfara della Taurinense.
A seguire: sfilata per le vie del centro storico, accompagnata dalla Fanfara della Taurinense e dalla Fanfara Alpina di Ceva.
Alle 11:00: Santa Messa in suffragio di tutti i Caduti presso il Duomo di Ceva.
Alle 13:00: pranzo conviviale presso i locali dell'ex Ilsa.
L'appello delle autorità e degli organizzatori alla cittadinanza è quello di partecipare in massa, creando due ali di folla lungo i portici del centro: "Non lasciamo passare gli alpini in silenzio. Ceva è medaglia d'argento al merito civile: onorare chi non è tornato e chi ha sofferto è un dovere che non costa nulla, ma che significa tutto".