Attualità - 17 gennaio 2026, 10:01

Anna Arnaudo, la legge del 1932 la esclude dai gruppi sportivi militari: il caso arriva al ministro dello Sport

La sindaca di Borgo San Dalmazzo Roberta Robbione scrive ad Andrea Abodi: "Il diabete mellito di tipo 1 non può essere motivo di esclusione". La comunità si stringe attorno all’atleta azzurra

Anna Arnaudo - foto fidal grana

È diventato un caso nazionale il paradosso che sta vivendo Anna Arnaudo, atleta azzurra di 25 anni originaria di Borgo San Dalmazzo. Nonostante una carriera costruita sulla corsa – prima in montagna e poi nel mezzofondo – e risultati di assoluto rilievo, per lei lo sport non può trasformarsi in una reale fonte di reddito.

Il motivo è una normativa risalente al 1932 che esclude l’accesso ai gruppi sportivi militari alle persone affette da diabete mellito di tipo 1. Una regola che di fatto impedisce alla giovane talentuosa di entrare in quei corpi che per molti atleti rappresentano una fondamentale fonte di reddito.

Dopo l’eco suscitata da un servizio televisivo di risonanza nazionale, la vicenda compie ora un ulteriore passo istituzionale. La sindaca di Borgo San Dalmazzo, Roberta Robbione, ha scritto direttamente al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per chiedere attenzione e un intervento concreto.

Nella lettera, la prima cittadina sottolinea come Anna Arnaudo sia "atleta di altissimo livello nel mezzofondo, più volte campionessa italiana e presenza stabile nelle rappresentative nazionali", evidenziando l’assurdità di una definizione normativa che considera ancora oggi le persone con diabete di tipo 1 come “permanentemente inabili”.
Una classificazione che, secondo Robbione, "non riflette più, da tempo, le conoscenze mediche, le tecnologie disponibili né la realtà quotidiana delle persone che convivono con questa condizione".

La sindaca richiama anche il valore sportivo e culturale del territorio: "Anna Arnaudo si inserisce pienamente in questa tradizione di eccellenza", scrive Robbione, ricordando come Borgo San Dalmazzo sia terra di atleti capaci di distinguersi nelle discipline di resistenza, simbolo di impegno, sacrificio e determinazione.

Il nodo centrale resta l’esclusione dai gruppi sportivi militari, che secondo la lettera rappresenta "non solo un limite individuale, ma anche un segnale istituzionale che rischia di penalizzare ingiustamente atlete e atleti che, pur convivendo con una patologia cronica, sono perfettamente in grado di competere".

Un’esclusione che appare ancora più incomprensibile “alla luce del DDL n. 1276 attualmente all’esame del Parlamento e della recente risoluzione approvata dalla Commissione Difesa della Camera, che riconoscono come il diabete mellito di tipo 1 non possa costituire motivo di esclusione dall’arruolamento nei gruppi sportivi militari”.

Da qui l’appello al Governo per "allineare la normativa vigente ai principi di non discriminazione e parità di trattamento", trasformando una vicenda individuale in un’occasione di cambiamento più ampio.
Un messaggio che si lega alle parole pubbliche della sindaca:"Credo che sia importante far sentire ad Anna la vicinanza della nostra comunità e uniti far emergere questa problematica. Siamo con lei e tifiamo affinché vinca anche questa gara che restituisce pari diritti e opportunità".

Una gara forse più dura di quelle affrontate in pista, ma che potrebbe aprire la strada a un futuro per Anna Arnaudo e per tutti gli atleti che, come lei, chiedono solo di misurarsi per il loro valore sportivo.

Sara Aschero