Alla montagna cuneese potrebbero arrivare fino a 2.882.265,91 euro. Quasi 3 milioni di euro per rafforzare i servizi essenziali e accompagnare lo sviluppo economico dei suoi territori.
Da lunedì 19 gennaio verrà pubblicato (su bandi.regione.piemonte.it) il bando regionale che rientra nell’ambito del Fosmit (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) riferito al 2024.
Presentato ieri al Grattacielo, mette a disposizione delle 52 Unioni Montane piemontesi (riconosciute alla data del 29 dicembre 2025) oltre 10 milioni di euro e vede tre aree principali di intervento: connettività, scuola e sentieristica.
Per il Cuneese sono 13 gli enti che, se presenteranno un progetto, potranno avere accesso alle risorse secondo i criteri per superficie del territorio montano per una quota pari al 70% e per popolazione residente per una quota pari al 30%.
Nel dettaglio, traina l'Unione Montana Valle Stura con 394.973,47 €, segue l'Unione Montana Valle Maira con 366.543,84 €, l'Unione Montana Valle Varaita con 312.884,22 €, l'Unione Montana Alta Langa con 280.796,23 €, Unione Montana Alpi del Mare 234.127,43 €, Unione Montana Alpi Marittime con 223.560,93 €, Unione Montana Valle Mondolè con 198.169,96 €, Unione Montana Valle Grana con 179.300,36 €, Unione Montana Alta Valle Tanaro con 167.366,05 €, Unione Montana dei Comuni del Monviso con 166.809,02 €, Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida con 161.408,14 €, Unione Montana Valli Tanaro e Casotto con 110.391,09 € e chiude l'Unione Montana Barge-Bagnolo con 85.935,17 €.
Ciascuna potrà candidare una sola proposta progettuale comprensiva del o degli interventi in una o più aree d'azione tra le tre contemplate.
Entro e non oltre il 31 agosto 2028 devono essere realizzati e rendicontati sulla base del cronoprogramma gli interventi del progetto presentato.
Possono essere realizzati mediante uno o più appalti pubblici di lavori, servizi, forniture sulla base del D.lgs. 36/2023; o mediante uno o più bandi pubblici per l’erogazione di contributi.
Intanto sui criteri di montanità e relativa classificazione nel corso della Conferenza delle Regioni di lunedì scorso, 12 gennaio, non è stata raggiunta l'intesa. Ma dalla Regione e dall'assessore Marco Gallo vengono ribaditi impegno e volontà nel proseguire il lavoro in modo costruttivo all’interno del tavolo Stato-Regioni per contribuire a trovare una soluzione equilibrata, capace di coniugare l’impianto della riforma con la reale tutela dei territori.