Attualità - 14 gennaio 2026, 17:13

Libertà e diritti per l’Iran: la città di Cuneo conferma la propria vicinanza alla resistenza

In conferenza dei capigruppo la testimonianza del dottor Khosro Nikzat e la solidarietà delle forze politiche

La conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale ha accolto nel pomeriggio di ieri, 13 gennaio, in una riunione ad hoc Khosro Nikzat, presidente dell’associazione dei Medici e Farmacisti iraniani residenti in Italia.

L’obiettivo dell’incontro è stato di esprimere il sostegno alla resistenza iraniana, rimarcare una vicinanza e una presenza, ascoltare dalla voce della voce del dottor Nikzat una testimonianza sulle notizie drammatiche che con fatica trapelano dall’Iran.

L’incontro è stato aperto dal presidente del Consiglio comunale Marco Vernetti che ha richiamato il profondo legame con la resistenza iraniana e in particolare il conferimento, nel 2017, della cittadinanza onoraria a Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

L’incontro si è inserito in una tradizione di vicinanza e partecipazione dell’Amministrazione e della Città di Cuneo con la realtà della resistenza iraniana e con la lotta di questo popolo per la libertà e i diritti. La Ha ricordato la Sindaca Patrizia Manassero come l’esperienza della resistenza contro un regime – pagata a caro prezzo in termini di vite umane – leghi, infatti, il popolo iraniano al popolo italiano. Cordiale e sentito il ringraziamento per il lavoro e le iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento che il dottor Nikzat porta avanti sul territorio.

Da parte sua, Khosro Nikzat è intervenuto per descrivere la complessità, la drammaticità e la delicatezza di quello che sta avvenendo in Iran, ennesimo tentativo, da parte del popolo di ribellarsi al regime oppressivo e di chiedere la libertà e il riconoscimento dei diritti universali. Khosro Nikzat si è fatto portavoce delle istanze del movimento di resistenza, e delle richieste agli Stati democratici di interrompere i rapporti con il regime iraniano sul piano economico, diplomatico, culturale in modo da mandare un segnale chiaro della scelta di stare dalla parte del popolo. “Non vogliamo soldi né armi dall’estero”, ha dichiarato, “ma nemmeno accondiscendenza con il regime”.

Hanno poi preso la parola tutti i capigruppo presenti, a partire da Giancarlo Boselli (Indipendenti), Noemi Mallone (Fratelli D’Italia), Stefania D’Ulisse (Cuneo Solidale Democratica), Claudia Carli (Partito Democratico), Vincenzo Pellegrino (Centro per Cuneo), Franco Civallero (Forza Italia), Luciana Toselli accompagnata dal Vice-presidente del Consiglio Ugo Sturlese (Cuneo per i beni comuni), Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) e Antonino Pittari (Gruppo misto).

In tutti gli interventi, di fronte alla tragicità delle notizie che giungono dall’Iran, parole sincere e appassionate di piena solidarietà e sostegno alla resistenza e alla lotta del popolo iraniano, alle donne e agli uomini protagonisti a un prezzo altissimo della richiesta di poter vivere in un Paese libero e democratico, di vedere eliminate povertà e disuguaglianza, per crescere in un Paese di pace. Negli interventi sono stati richiamati passaggi delicati in cui Cuneo ha dichiarato da che parte vuole stare, nel succedersi delle amministrazioni, a partire da quella guidata da Alberto Valmaggia, attraverso Federico Borgna fino a Patrizia Manassero: oltre alla cittadinanza onoraria alla leader Rajavi, ripetute presenze alla conferenza internazionale del consiglio nazionale della resistenza iraniana, il legame tra Cuneo e la città di Ashraf, simbolo della resistenza iraniana, diversi ordini del giorno – approvati all’unanimità – a sostegno del movimento popolare e delle sue protagoniste, e iniziative culturali in particolare a sostegno delle donne che stanno pagando il prezzo più alto in questa lotta.

I capigruppo hanno dichiarato di voler presentare alla prossima seduta del Consiglio comunale un nuovo ordine del giorno sul tema, per dare un messaggio politico forte di sostegno al movimento di resistenza e della scelta di stare dalla parte dei diritti.

c.s.