Attualità - 14 gennaio 2026, 07:59

Il compleanno della Controvento Nomadi Tribute Band, un sogno musicale lungo 10 anni

Per musicisti e staff l’abbraccio dei fan più gli auguri del leader dei Nomadi Beppe Carletti

Controvento Nomadi Tribute Band

Un sogno musicale lungo 10 anni: il compleanno che la Controvento Nomadi Tribute Band celebra nel 2026 è un bel traguardo. E merita una festa lunga, fatta di applausi e soprattutto concerti.

Sul palco sei musicisti portatori sani di energia e, cambio di organico dopo cambio, hanno creato il complesso che sono oggi. Ricordiamoli: Andrea Biglieri (voce), Simone Baudino (batteria), Demetra Bertino (violino), Giuliano Mazza (chitarra), Elena Crolle (tastiera) e Paolo Branca (basso).

In regia c’è come sempre lo staff con Ivana, Marco, Adalberto e Salvatore che lavorano per assicurare le più avvolgenti e moderne scenografie, alternate al ritmo di suoni a prova del tempo.

Perché le canzoni dei Controvento, come quelle dei Nomadi, conducono in una nuova dimensione che guarda in faccia il futuro con grinta e speranza. lo vagabondo, Dio è morto, Canzone per un’amica, Ho difeso il mio amore, Crescerai: sono solo un assaggio del ricco repertorio di brani che non invecchiano e continuano a far sognare più generazioni.

Proprio dal tempio della musica nomade è arrivato il regalo più bello. Grande emozione per tutti quando nel video di auguri postato su Facebook ha fatto la sua comparsa Beppe Carletti, storico tastierista e leader del complesso di Novellara, nato nel 1963, insieme al compianto Augusto Daolio.

Una lunga amicizia lega i Nomadi ai Controvento: sono stati proprio loro a credere e mettere l’etichetta delle proprie edizioni ai brani inediti della formazione cuneese, che ha riscosso gradimenti e consensi in tanti tour e serate.

In comune c’è il legame con il territorio, un rapporto di complicità con il pubblico (persino in Liguria, nel vercellese e nel pavese, dove hanno suonato e incantato in più occasioni) e si mantengono fedeli a semplici parole d’ordine musicali.

Lo sanno bene i tanti fan che seguono la band ovunque per tanti buoni motivi. In ogni concerto si respira l’aria di un forte impegno sociale, si annulla l’individualismo e si diventa immediatamente tutti parte di un rito collettivo, che permette la nascita di nuove amicizie, talvolta durature e impossibili da rompere. Cantare per credere.

Silvia Gullino