Cuneo e la sua provincia si sono prese la scena al Teatro Carlo Felice di Genova, dove ieri, lunedì 12 gennaio 2026, è andata in scena “Teatro dei campioni”, la cerimonia di chiusura di Liguria Regione Europea dello Sport 2025.
Tra i grandi nomi dello sport italiano e internazionale, a brillare sono state soprattutto due atlete simbolo della Granda: Stefania Belmondo e Marta Bassino, espressione di due generazioni diverse ma unite dallo stesso spirito e da una terra che continua a sfornare campioni.
La manifestazione ha celebrato la Liguria come “palestra a cielo aperto”, capace di ospitare nel corso dell’anno eventi di ogni disciplina, dalla scherma al rugby, dalle regate agli sport outdoor, ed in questo contesto la presenza delle due cuneesi ha assunto un valore particolare. La Granda, con le sue montagne e le sue stazioni sciistiche, resta una delle culle dello sport invernale italiano, e il palco genovese lo ha ricordato con forza.
Marta Bassino, cresciuta tra Limone Piemonte e Prato Nevoso, ha vissuto la serata con emozione e consapevolezza. “Sono contentissima di essere qui, il teatro è meraviglioso”, ha raccontato, sottolineando il legame costante tra la Liguria e le sue montagne di casa, frequentate da generazioni di sciatori liguri.
Per la campionessa azzurra, questo è un momento delicato: uno stop forzato la costringerà a vivere le prossime Olimpiadi da vicino ma senza gareggiare. Bassino ha parlato del percorso di recupero dal problema al ginocchio, guardando con fiducia al futuro e a una Nazionale che considera forte e competitiva. Dalle compagne di squadra, a partire da Sofia Goggia, fino ai giovani talenti, il suo sguardo resta quello di chi continua a sentirsi parte del gruppo.
Accanto a lei, Stefania Belmondo ha portato sul palco la storia e la memoria sportiva della Granda. La fondista di Vinadio, leggenda dello sci di fondo, ha ricordato l’emozione di Torino 2006, quando accese il braciere olimpico, e l’onore più recente di essere stata, nel novembre 2025, la prima tedofora a Olimpia.
“Un grande privilegio”, ha detto, parlando di un’Italia che arriva ai Giochi in casa con entusiasmo e risultati importanti in tutte le discipline invernali. Per Belmondo, gareggiare in casa significa avere qualcosa in più, grazie alla conoscenza delle piste e al calore del pubblico, un fattore che può fare la differenza per gli atleti azzurri.
La cerimonia ha visto anche la partecipazione di altri grandi protagonisti dello sport italiano, da Gianluigi Buffon a Juri Chechi, da Antonio Rossi al tennista ligure Fabio Fognini, premiato con la Croce di San Giorgio. Ma, per la Granda, l’attenzione era tutta rivolta a quelle due figure che meglio rappresentano il passato glorioso e il presente dello sport cuneese.