Unico, imprendibile. Il mito del ciclismo Franco Balmamion compie 86 anni proprio oggi, 11 gennaio. Ce lo ricorda l’associazione Museo della bicicletta presieduta dall’ufficiale Luciano Cravero, ma anche la sua città natale Nole e Pomaretto, di cui è cittadino onorario.
Tutti ad omaggiare il campione classe 1940, maglia rosa nel 1962 e 1963. Mica male, per uno che è arrivato sul podio più alto senza mai vincere una tappa. Successi anche in una Milano-Torino, in un Giro dell'Appenino, in un Campionato di Zurigo e in un Giro di Toscana dov'era in palio la maglia tricolore.
Un bottino di tutto rispetto, fatto anche di tanti ottimi piazzamenti, compreso un terzo posto nel Tour de France del 1967. Un'epoca di autentici fuoriclasse. Di quelli che i bambini cercavano nelle biglie e facevano correre in piste costruite sulla sabbia. Di quelli che i piccoli in spalla ai papà si sbracciavano a salutare quando passava il Giro. L'epoca di Eddy Merckx, ovviamente, ma anche l'epoca di Felice Gimondi, Jacques Anquetil e di Vittorio Adorni.
E l'epoca di Franco Balmamion, una faccia che sarebbe stata ideale per un samurai; invece è di Nole Canavese, cittadina da cui ha ereditato la cortesia e le buone maniere fin da quando iniziò a gareggiare per lo storico Gruppo Sportivo Martinetto di Ciriè.
Dopo la leggenda di Fausto Coppi, c'è il suo nome scolpito nell'albo d'oro del Giro d'Italia, a tenere alto l'orgoglio del Piemonte nella corsa rosa. Un successo che corona il sogno di un bambino, cresciuto tra le carezze delle valli alpine e diventato un ciclista forte e fiero. Un esempio per tutti.