Sport - 09 gennaio 2026, 10:54

Da Racconigi al Giappone: Danilo Ruggiero e i suoi genitori sono campioni del mondo

Successo nel campionato mondiale di Cheerleading IFC, disputato in Giappone nella sezione Cheerability con il Team Italia CheerAbility CSEN

Anche oggi, Racconigi può essere orgogliosa. 

Fra i vincitori del campionato mondiale di Cheerleading IFC - disputato in Giappone nella sezione Cheerability con il Team Italia CheerAbility CSEN - c’erano anche tre atleti racconigesi: Danilo Ruggiero, ragazzo speciale, e i suoi genitori Michele Ruggiero e Patrizia Lentini

Un traguardo importante, costruito con impegno e costanza, dentro un’esperienza sportiva e umana che ha portato il gruppo a gareggiare a oltre 13.000 km da casa. Il Team Italia, formato in gran parte da atleti del gruppo “Le Nuvole” (tra le province di Cuneo e Torino), ha saputo vincere ed emozionare pubblico e giudici, raccontando attraverso lo sport quanto l’inclusione possa essere concreta e vera.

CheerAbility è una forma di cheerleading pensata per essere davvero inclusiva: unisce coreografie, musica, lavoro di squadra ed elementi ginnici in routine costruite per valorizzare le abilità di ciascuno, in sicurezza.  Contano tecnica, sincronismo, espressività e rispetto della routine. È uno sport che fa crescere l'autonomia e la fiducia, perché ogni atleta ha un ruolo e la squadra funziona solo se tutti si sostengono.

Tra i momenti più intensi, le prove in arena e le esibizioni che hanno coinvolto anche i genitori, fino alla parte conclusiva di cheerdance insieme alla società Dragonfly di Pinerolo. «Rivolgo a Danilo, Michele e Patrizia i più sentiti complimenti a nome mio e dell’intera città – dichiara il sindaco Valerio Oderda –. Hanno rappresentato Racconigi con serietà, forza e un grande spirito di squadra. Il loro percorso è un esempio e un messaggio bello: nello sport - come nella vita - c’è spazio per tutti. A loro un grande in bocca al lupo per un futuro pieno di soddisfazioni e nuovi successi».

L’esperienza del gruppo “Le Nuvole” è stata anche raccontata e documentata dal giornalista Marcello Pasquero e da Ottaviano Ferraro, che hanno seguito la trasferta con riprese destinate a diventare un docufilm da presentare in Piemonte.

cs