Solidarietà - 09 gennaio 2026, 14:14

Quando le stelle della cucina scendono in mensa: 14 chef di Langhe e Roero in campo per la Caritas di Alba

Da gennaio, una volta al mese, cucineranno per gli ospiti della mensa di via Pola. L’obiettivo, unire l’eccellenza gastronomica delle colline Unesco all’attenzione per chi vive povertà ed esclusione

Questa mattina la presentazione dell'iniziativa a Palazzo Banca d'Alba

Ad Alba si impara presto che il cibo è un linguaggio. Qui si pronunciano parole come tartufo e Barolo con la stessa naturalezza con cui altrove si dice “buonasera”. Eppure c’è un altro luogo, dove ogni sera il linguaggio si riduce all’essenziale: un piatto caldo, una sedia, qualcuno che ti guarda senza chiederti prima “chi sei”. È la mensa Caritas di via Pola, aperta tutte le sere dell’anno: oltre 23 mila cene in dodici mesi, con più di cento volontari e volontarie a tenere insieme cucina e sala.
Da gennaio, a quel tavolo si aggiunge una novità che ha il sapore delle cose semplici ma difficili: per tutto il 2026, una volta al mese, 14 chef del territorio – tra i quali anche alcuni stellati – cucineranno per la mensa Caritas. L’iniziativa si chiama “A cena con…” e ha un obiettivo: unire l’eccellenza gastronomica delle Langhe e del Roero all’attenzione per chi vive povertà ed esclusione. Non per fare spettacolo. Per fare incontro.

Durante la conferenza stampa di presentazione, tenuta oggi nella sala convegni di Palazzo Banca d’Alba, moderata da William Revello, il vescovo di alba monsignor Marco Brunetti ha ricordato che “insieme a tavola si realizzano le cose migliori che vanno al di là del cibo”, insistendo su un punto che sembra banale finché non diventa raro: la dignità. E ha aggiunto l’avvertenza più onesta di tutte: “Quello che facciamo con la solidarietà è un segno, non la risoluzione del problema”. Un segno, appunto. Ma i segni, quando sono coerenti, cambiano l’aria di una stanza.

Il direttore della Caritas diocesana, don Domenico Degiorgis, ha spostato l’attenzione dalle statistiche alle persone: “La questione dei poveri è una questione di famiglia”. E se la parola “famiglia” è una di quelle che rischiano di consumarsi, in Caritas prova a riprendere significato: non solo assistenza e soccorso, ma accompagnamento, “per riscoprire in ogni essere umano il valore della propria dignità”.

La rete, intanto, esiste già: oltre a 25 centri di ascolto, un emporio della solidarietà che permette una spesa più dignitosa a più di 400 nuclei familiari con 70 volontari, un dormitorio fino a 24 posti, “perché dormire al freddo non è un’opzione accettabile”. E poi il lavoro – spesso invisibile – contro la solitudine: il 25 dicembre, ad esempio, un pranzo di Natale aperto a tutti, perché non basta riempire lo stomaco se resta vuota la giornata.

La parola poi al sindaco Alberto Gatto che ha ringraziato la Caritas per quanto fa “sempre”, sottolineando che l’adesione degli chef dà ulteriore valore a un gesto quotidiano che rischia di diventare routine solo per chi non ne ha bisogno. E Tino Cornaglia, presidente di Banca d’Alba, ha richiamato l’identità di un territorio che si racconta anche attraverso i suoi valori: cultura e solidarietà come forme di ricchezza, non come beneficenza.


Nei nostri giorni nessuno deve avere ancora fame”, ha detto Enrico Crippa. Ha ricordato gli anni in cui ha vissuto in Asia, dove il saluto suona come una domanda concreta – “hai mangiato?” – e ha chiamato la cucina per quello che è quando smette di essere performance: un atto d’amore, riconoscibile “negli occhi delle persone dopo che hanno mangiato”. 

Massimo Camia ha parlato di privilegio e di gratitudine, Pasquale Laera – con un passato da seminarista, come ricorda – ha confessato di amare soprattutto il “grazie” di chi si siede a tavola, e Michelangelo Mammoliti ha legato la cucina alla parola “famiglia”, ricordando i suoi anni a Beirut e quella convivenza spietata tra povertà e ricchezza che, prima o poi, costringe a difficili riflessioni.

Gli chef coinvolti nei 12 mesi, saranno:

 1.⁠ ⁠Michelangelo Mammoliti del ristorante La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti di Serralunga d’Alba: 15 gennaio;

 2.⁠ ⁠Marco Lombardo, Nadia Benech e Maurilio Garola de La ciau del Tornavento di Treiso: 29 gennaio;

 3.⁠ ⁠Enrico Crippa di Piazza Duomo di Alba: 10 febbraio;

 4.⁠ ⁠Marco Triverio de Il Belvedere di Montà: 12 marzo;

 5.⁠ ⁠Pasquale Laera di Borgo Sant’Anna e Lostu di Monforte d’Alba: 20 aprile;

 6.⁠ ⁠Dennis Panzeri de La Piola di Alba: 13 maggio;

 7.⁠ ⁠Davide Palluda di Ristorante All’Enoteca di Canale: 11 giugno;

 8.⁠ ⁠Massimo Camia della Locanda Camia di Novello: 13 luglio;

 9.⁠ ⁠Gianni Bertolini con lo chef Fabio Pungitore della Locanda in Cannubi di Barolo: 3 agosto;

10.⁠ ⁠Massimo Bergamin con lo Chef Pierpaolo Livorno dell’Osteria Le Rocche in Treiso: 16 settembre;

11.⁠ ⁠Fabio Olivero e Ilaria Santorelli Villa Garassino di Treiso: 20 ottobre;

12.⁠ ⁠Simone Panero dell’Osteria Il Cortile di Diano d’Alba: 16 novembre;

13.⁠ ⁠Federica Vaira e Kim Seul Ki di Uri Sapori condivisi di Verduno: 25 novembre;

14.⁠ ⁠Paola Enrico dell’Osteria dei Babi di Canale: 15 dicembre.

In una terra Unesco famosa per la qualità dei suoi prodotti, in molti hanno deciso di mettere la qualità – e il proprio nome – al servizio di chi, spesso, vive senza neppure il lusso di sentirsi nominato.

Gabriella Fazio