Non è una fuga né una pausa dalla politica, ma una scelta di tempo e di misura. Lorenzo Barbero, 24 anni, consigliere comunale di minoranza della Lega ed ex assessore, da febbraio sarà per circa otto mesi in Australia, dove lavorerà in una cantina vitivinicola a Mount Gambier, nell’Australia meridionale, tra Adelaide e Melbourne. Una città di dimensioni simili ad Alba, in una delle zone più importanti per la produzione di vino dell’emisfero sud.
L’annuncio è arrivato al termine del Consiglio comunale di dicembre, poi spiegato con calma ai colleghi. Non una rinuncia all’impegno amministrativo, ma un’esperienza che Barbero ha scelto di fare ora, “perché certe occasioni, alla mia età, vanno colte”. Da quando aveva 18 anni, racconta, la sua vita è stata fortemente assorbita dal Comune: prima da consigliere, poi per due anni da assessore, con un coinvolgimento totale che ha finito per mettere in secondo piano tutto il resto.
Università compresa. “Ho rimandato di sei mesi la laurea proprio per l’impegno amministrativo”, spiega. Una laurea in Scienze Politiche arrivata la scorsa estate, con una tesi dedicata anche agli effetti della riduzione del numero dei parlamentari e al collegio di Alba. Nel frattempo, però, c’era un altro lavoro che aspettava: quello nell’azienda agricola di famiglia, a Mango, dove Barbero lavora con i genitori e la sorella. “È il nostro lavoro principale, quello che ci permette di vivere”.
Proprio da lì nasce la scelta australiana. L’azienda esporta praticamente tutto il vino all’estero e la lingua, in quel contesto, non è un dettaglio. “Sapere bene l’inglese fa la differenza. Ti permette di parlare direttamente con i clienti, di spiegare il tuo lavoro senza intermediari”. L’occasione arriva tramite alcuni amici che avevano già vissuto la stessa esperienza: un colloquio online, la vendemmia che in Australia inizia a metà febbraio, l’ingresso in cantina. “Ho provato quasi per scherzo, ed è andata bene”.
Nel suo racconto, però, l’Australia è anche altro: un passaggio di crescita, personale e culturale. “Fare esperienze all’estero non significa solo imparare una lingua. Vuol dire vedere come lavorano gli altri, come funzionano realtà diverse dalle nostre. Ti apre gli occhi”. Un arricchimento che Barbero non separa dalla politica, anzi: “Tutto questo, alla fine, aiuta anche nel modo di guardare le cose a casa nostra”.
L’impegno amministrativo, intanto, non si interrompe. Barbero resterà consigliere comunale e seguirà i lavori per quanto possibile da remoto. “Il Consiglio comunale si svolge solo in presenza, ma le Commissioni si possono seguire a distanza. Anche se dovrò collegarmi di notte per via del fuso orario, lo farò”. Lo stesso vale per l’attività della Lega albese, che continuerà a coordinare anche grazie ai collegamenti online.
La scelta è stata accolta con apprezzamento trasversale sia dalla maggioranza sia dai gruppi di opposizione, che hanno espresso al consigliere un augurio condiviso per l’esperienza formativa e lavorativa all’estero.
C’è, nel suo ragionamento, una linea che torna più volte: quella tra politica e lavoro. “La politica è una passione, ma non deve diventare una professione”, dice senza giri di parole. “Per restare coerenti con i propri ideali bisogna avere un lavoro vero, un reddito certo. Se basi tutta la tua vita su un incarico politico, rischi di dipenderne e di scendere a compromessi pur di mantenerlo”.
Otto mesi, dunque, e poi il ritorno. “Non vado via cinque anni, non mi disinteresso di Alba. Tornerò con un’esperienza in più, che oggi posso permettermi di fare. Più avanti, forse, sarebbe stato più difficile”. Una scelta personale, prima ancora che politica, che parla di età, di tempi giusti e di equilibrio. In un’epoca in cui spesso si chiede alla politica di essere tutto, Barbero sceglie di ricordare che, per restare credibile, deve anche saper restare una parte della vita, non l’unica.