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Provincia | 14 dicembre 2025, 06:08

STORIE DI MONTAGNA 194/ Dal Belgio alla Valle Varaita la scelta di Elise

In Borgata Gamot, a 800 metri di quota: una casa antica, una vita semplice e il coraggio di fermarsi dove ci si sente bene

STORIE DI MONTAGNA 194/ Dal Belgio alla Valle Varaita la scelta di Elise

La stavo cercando da tempo, la favola di Natale.

Non quella delle luci tutte uguali, dei pacchetti perfetti, delle frasi già sentite. Cercavo una favola vera, di quelle che non hanno bisogno di essere inventate, perché esistono già. Basta saperle ascoltare.

E l’ho trovata.

L’ho trovata in Valle Varaita, nella piccola borgata denominata Gamot, a circa 800 metri di quota. L’ho trovata in una casa antica, circondata dal bosco. L’ho trovata in Elise.

Elise arriva dal Belgio. È cresciuta nella natura, tra campagna e bosco, ma qui qualcosa è stato diverso. La sua storia comincia in modo semplice, come succede spesso oggi: su Instagram. Un like sotto la fotografia di un animale, sulla pagina di un profilo che l’aveva incuriosita. "Ho visto quella foto e ho pensato che fosse bella", racconta. Lui le ha risposto con un grazie e, da lì, nei giorni successivi, hanno iniziato a parlarsi un po’ di più. Non era un attaccare bottone, era uno scambio naturale. Lui si chiama Paolo.

Parlando delle montagne per mesi, a un certo punto arriva una frase detta senza troppe aspettative: "Visto che ti piacciono le montagne, perché non vieni a vedere le mie?". Elise parte. Arriva qui per la prima volta in agosto. Da quel momento iniziano davvero a frequentarsi.

Dopo essersi conosciuti meglio, cominciano a muoversi insieme. Girano diverse valli, senza fretta, senza l’idea di dover arrivare subito da qualche parte. Elise torna più volte, Paolo va anche in Belgio. Si cercano camminando, guardando, ascoltando. Fino a quando arrivano in Valle Varaita. È lì che Elise sente qualcosa di diverso. Racconta di aver respirato qualcosa di speciale, una sensazione immediata e difficile da spiegare, ma chiarissima: si è sentita a casa. È in quel momento che ha pensato che quello fosse il posto giusto per vivere.

Quando iniziano a cercare casa, Elise ha un desiderio preciso: non una casa nuova, non una casa qualsiasi, ma una casa con una storia. La trovano proprio in una piccola frazione alpina. È una casa antica, quasi trecento anni, che non è perfetta, ma è vera. Sulla parete esterna c’è ancora un dipinto antico, una traccia lasciata dal tempo. "Per me era importante che la casa avesse un’anima", dice Elise. E qui, quell’anima, si sente.

La vita in montagna è semplice. Non sempre facile, ma autentica. "Per me è importantissimo vivere con il ritmo delle stagioni", racconta. Vedere come cambia la montagna, come cambiano i lavori, gli animali, gli uccelli che arrivano e quelli che se ne vanno. In inverno la luce dura poco e tutto rallenta. In primavera si riparte. Ogni cosa ha il suo tempo e qui quel tempo si può ancora rispettare.

Elise è una persona molto sensibile. In città, anche solo per poco, si sente stanca, svuotata. Qui no. Qui ritrova equilibrio. "Quando mi sveglio e vedo un pettirosso o un picchio rosso, per me è già tantissimo". Lavora molto con le erbe, legge, studia. Per lei la natura non è uno sfondo, è parte della vita quotidiana. In autunno, per esempio, va a raccogliere la rosa canina, da seccare per l’inverno. Tutto segue la stagione giusta. Per lei la vera cura sono davvero le erbe, che studia da tempo e usa quotidianamente per curarsi e stare in salute.

Mentre sorseggiamo un tè speziato davanti al caminetto, in una casa che profuma di biscotti alla cannella appena sfornati, lei, con la semplicità che la contraddistingue, dice una frase semplice, ma fortissima: "Non ho tanti soldi, davvero. Però mi sento ricca".

Oggi Elise lavora come illustratrice. Disegna da sempre. Ha provato tante strade e tanti studi per capire che alla fine, quella giusta, era sotto il suo naso visto che non ha mai smesso di disegnare: matita e taccuino sono parte di lei "È una cosa che era già dentro di me",  racconta. Le sue sono illustrazioni che raccontano del quotidiano, una Beatrix Potter moderna. Un’anima sensibile che, camminando nel bosco, se vede una tana nel muschio nella sua testa nasce subito una storia: una casetta, una stufetta accesa, una piccola vita nascosta. Le sue illustrazioni raccontano questo: animali, natura, mondi piccoli osservati con attenzione e delicatezza. Vende le sue illustrazioni online e, piano piano, sta costruendo il suo percorso. Arrivano richieste dall’Italia e dall’estero e realizza anche illustrazioni su ordinazione, lavori pensati insieme a chi glieli chiede, uno alla volta, senza fretta. Puoi vedere i suoi lavori qui: https://www.instagram.com/woodland.folk.tales.

Qui, anche nei periodi in cui Paolo, il suo compagno, è all'estero per accompagnare turisti in tour fotografici, lei non si è mai sentita sola. C’è una vicina, Ester, settant’anni, che vive poco distante. Tra loro è nato uno scambio semplice e naturale: pane, biscotti che fa Elise in cambio di porcini, barattoli preparati in casa e insegnamenti. “L’anno scorso ci è mancata la legna, questa vicina che per me è una vera amica, ce l’ha data senza chiedere nulla in cambio. Uno scambio fatto di gesti, non di conti". "Qui gli anziani sono saggi", dice Elise. Custodiscono saperi, storie, tradizioni che lei ascolta con rispetto. Le piacciono il piemontese, le parole, i rituali, le cose semplici della vita quotidiana. Vuole imparare la vita di montagna, ma quella di un tempo. Mi racconta del suo sogno di fare una mostra sulle tradizioni delle terre alte per mantenere viva la memoria e per imparare dal passato a come vivere oggi. “Gli anziani spesso non vengono ascoltati, ma sono la ricchezza di un posto!” Puoi vedere il suo bellissimo modo di raccontare la montagna sul suo profilo instagram https://www.instagram.com/quiet.in.the.mountains

Sentirle raccontare, con quell’italiano non ancora perfetto e l’accento della sua terra d’origine, che adora prendere la legna per la stufa, accendere il caminetto, fare il pane, il cambio delle stagioni, per me è stato motivo di stima e meraviglia. In  questa giovane coppia non c’è una fuga dalla civiltà, ma piuttosto una scelta consapevole di una vita lenta, al passo con la natura. Una quotidianità che richiede fatica e impegno e piccole conquiste.

Quando arriva il momento dei saluti, con gli occhi lucidi e una sensibilità rara, mi dice che non vuole che raccontando la sua storia la gente possa credere che il suo stile di vita sia meglio di quello più comune, ciò che Elise vuole dire e che finalmente ha scelto di vivere come desidera, ai confini del mondo, con il suo ritmo e nel suo modo ed è quello che augura a tutti.

Forse è per questo che questa storia assomiglia a una favola di Natale. Parole che ci fanno capire che si può sempre scegliere dove e come vivere. Non perché sia perfetta, ma perché è vera. È la storia di una donna che arriva dal Belgio e sceglie di fermarsi in Valle Varaita. Quella di una ragazza che sta per compiere trent’anni ed è un’anima diversa che solo chi la conosce davvero può capire.  È la storia di una valle alpina che le fa sentire il respiro giusto. È la storia di una casa con un’anima, di una vita semplice, di un lavoro che cresce piano. Di due giovani che hanno scelto di vivere a modo loro.

Ed è questa la favola di Natale che stavo cercando.

Non da inventare, ma da raccontare.

Cinzia Dutto, scrittrice cuneese,  ama definirsi una cacciatrice di storie, racconta di storie persone speciali, scelte differenti, montagna e buon vivere.Gira la provincia alla ricerca di vite uniche e particolari. Cinzia ha un profilo instagram https://www.instagram.com/cinzia_dutto_fanny e un sito dove puoi trovare il riferimento a tutte le sue pubblicazioni www.cinziadutto.com

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