Festa patronale di Bra in archivio martedì 9 settembre con la benedizione e l’affidamento alla Madonna di bambine, bambini, ragazze, ragazzi e dei loro familiari.
Una tradizione che, anno dopo anno, è in grado di unire diverse generazioni sotto il segno della fede e dell’amore. Erano particolarmente invitati i più piccoli, ma è una buona opportunità anche per i grandi.
Riti ogni mezz’ora a partire dalle 14.30 con un viavai interminabile di gente in omaggio alla
Vergine. «Chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel Regno dei Cieli!» (Matteo 18,1-5). Ecco la vera grandezza: crescere in sapienza, età e grazia, mantenendo la semplicità e la freschezza dei piccoli.
Non sono mancati i canti ad animare le celebrazioni condotte dal viceparroco fra Alberto Di
Massa, tra preghiere ed aspersione con l’acqua benedetta, che ben avviano al nuovo ciclo scolastico e lavorativo, perché la festa della Madonna dei Fiori chiude le porte all’estate e apre la nuova stagione, fatta dal ritorno alla routine.
Accompagnati da mamma, papà, nonni e nonne sono accorsi numerosi: bambini di ritorno dalle vacanze, piccini sui passeggini e quasi signorine alla soglia della cresima, bimbi in braccio e anche nel grembo, da Bra come dal circondario, tutti a rendere il Santuario un immenso giardino colorato.
Poi ci sono storie bellissime da raccontare, come quelle dei volontari che si sono dati da fare con grandi sorrisi e molta pazienza per tutto il tempo della patronale e in diversi ambiti d’azione.
La festa, quindi, è diventata uno strumento per rafforzare il senso di comunità e per riscoprire quell’energia e quell’operosità che si ritrova quotidianamente nelle numerose associazioni caritative cittadine. Perché, come diceva il compianto don Sergio Boarino: «La festa dei Fiori è tutti i giorni». Arrivederci al 2026!