Trattiene a fatica le lacrime Marco Rocchia, titolare della distilleria di Demonte dove lavorava Gioele Fortina, il 21 enne morto tragicamente nel Vallone dell'Arma sabato scorso.
“Era un ragazzo d'oro – lo ricorda con affetto e commozione -, posato, misurato nelle parole e nei comportamenti. Uno di quei ragazzi come pochi, molto sensibile. Per me era un “collaboratore” non un dipendente. La nostra filosofia è lavorare in squadra, ciascuno con le proprie mansioni. Essendo a conduzione familiare abbiamo esteso questa modalità anche alla gestione del personale, con lui eravamo una famiglia allargata impegnata nell'attività”.
Lavorava nella distilleria di Demonte da febbraio e il suo contratto sarebbe terminato a fine settembre, in tempo per riprendere i suoi progetti e studi. In questo periodo il giovane era ospite dalla nonna nel comune della valle Stura, essendo lui residente a Savigliano con i genitori.
“Gioele si occupava della gestione dei campi – prosegue il racconto Rocchia -, ha potuto partecipare al percorso completo: dalla cura della pianta fino alla sua trasformazione con la distillazione. Aveva iniziato con zappa e mani. Essendo un'azienda biologica servono tanto cuore e volontà e sia a lui che all'altra nostra collaboratrice non mancano. Il ciclo si era appena concluso giovedì scorso con le distillazioni e sono felice abbia potuto vederlo interamente. Si respirava un clima sano, con mio figlio erano molto affiatati, era bello vederli parlare e lavorare in serenità e armonia”.
Il suo ritrovamento ieri mattina, domenica 20 luglio, alla base di un salto di roccia, alle pendici di un burrone, molto probabilmente dopo esser scivolato nel percorrere un pendio scosceso sotto la borgata Barcia. Le ricerche erano già state avviate nel pomeriggio del sabato, al suo mancato rientro, da familiari e conoscenti, che hanno poi dato l'allarme al 112.
“Il posto non lascia scampo – spiega Marco Rocchia che ha partecipato insieme ai familiari alle ricerche già dal sabato pomeriggio -, è già stato teatro di altre tragedie simili.
Siamo scossi, ma cerchiamo di essere d'aiuto alla famiglia per quanto possibile in questo momento così buio.
Mi resterà nel cuore per sempre l'immagine di Gioele e mio figlio spalla a spalla al lavoro tra chiacchiere e sorrisi”.
Solamente nel pomeriggio, prima di avventurarsi alla ricerca di fiori, aveva scritto, quello che sarebbe stato il suo ultimo messaggio, allo zio anche lui conosciuto in paese per la storica attività di dentista.
Ora il silenzio, il consumarsi del dolore per la perdita di una giovane vita.
Molte le persone che hanno espresso il proprio cordoglio in attesa dell'ultimo saluto, ancora da definire.














