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Economia | 07 luglio 2024, 07:29

Selghis, la storia di una famiglia che ha fatto la differenza nel settore dei calcestruzzi

Paolo Stella precisa: "Io, mia sorella e i miei cugini siamo cresciuti nella cava, da sempre respiriamo l’aria di questa azienda di cui conosciamo ogni centimetro quadro e ormai quattro generazioni di lavoratori che in 63 anni hanno fatto grande la nostra e la loro attività"

Paolo Stella, AD di Selghis Calcetruzzi

Paolo Stella, AD di Selghis Calcetruzzi

1961, l’inizio del decennio del boom economico italiano, delle grandi opere pubbliche, della Milano-Napoli costruita in meno di 10 anni portata a esempio di efficienza in tutto il Mondo. L’Italia presto diventerà la quarta economia del pianeta e scoprirà il benessere con tutte le ricadute del caso, positive, ma non solo. Grandi opere da realizzare in poco tempo che richiedono calcestruzzo. A Villanova Solaro Luigi Pairotti individua l’area più adatta e nasce la Selghis Società di Estrazione e Lavorazione Ghiaia e Sabbia.

L’attività è frenetica e in azienda entra un giovanissimo Francesco Pairotti, poco dopo è la volta della sorella Caterina.

Il materiale naturale estratto viene lavorato e fornito ai cantieri privati e pubblici della zona, tra i quali quello dell’autostrada Torino-Savona in costruzione. Gli affari vanno a gonfie vele e prende corpo una nuova concezione del costruire, in cui il calcestruzzo preconfezionato rappresenta la grande innovazione: piccole e grandi imprese usufruiscono del nuovo prodotto che giunge “pronto” in cantiere.

Nel 1968 inizia l’attività l’impianto di produzione e distribuzione di calcestruzzo preconfezionato a Villanova Solaro e il prodotto viene consegnato nei cantieri con autobetoniere aziendali. Nel tempo, l’attività si integra con l’esecuzione di pavimenti industriali e di rampe antiscivolo e si estende in altre unità produttive: Pinerolo, Centallo, Trana, Pinasca, Revello e Garzigliana.

In questi anni la Selghis ha fornito importanti cantieri: per la Burgo a Verzuolo, che in fase di ampliamento è stato il più grande cantiere privato d’Europa; per i cantieri olimpici di Torino 2006 (tra cui il trampolino del salto a Pragelato) e per la realizzazione di infrastrutture varie nelle province di Cuneo e Torino.

L’azienda ha attraversato numerose crisi del settore rimanendo ancorata al territorio puntando su sostenibilità e innovazione termini che possono sembrare lontani, ma non lo sono, dall’attività di un’azienda che produce calcestruzzi.

Il passaggio alla terza generazione è già avvenuto con le famiglie di Francesco con i figli Alberto e Giovanna Peirotti e i figli di Caterina con Paolo e Luisa Stella e il cugino, Simone Bollati, direttore tecnico.

L’obiettivo è traghettare Selghis verso il futuro rimanendo fedeli a una filosofia fatta di attenzione al cliente e al collaboratore, che punta su sostenibilità e innovazione contando anche sull’esperienza maturata da Paolo Stella nel ruolo di presidente di Aniem, l’unione di categoria del settore edile di Confapi Cuneo.

Stella precisa: «Parlare di famiglia forse è persino riduttivo, io, mia sorella e i miei cugini siamo cresciuti nella cava, da sempre respiriamo l’aria di questa azienda di cui conosciamo ogni centimetro quadro e ormai quattro generazioni di lavoratori che in 63 anni hanno fatto grande la nostra e la loro attività».

«Oggi Selghis è una realtà di primo piano nel settore dei calcestruzzi, una delle aziende leader nel nord ovest con un fatturato che ha superato i 30 milioni di euro e un numero di collaboratori cresciuto oltre i 100», spiega Paolo Stella che aggiunge: «Nel tempo, l’attività è stata integrata con l’esecuzione di pavimenti industriali e di rampe antiscivolo e si è estesa in altre unità produttive: Pinerolo, Centallo, Trana, Pinasca, Revello e Garzigliana».

Le crisi cicliche del settore non hanno indebolito lo spirito della famiglia nell’esempio del nonno Luigi: «Ho imparato da mio nonno che non bisogna abbattersi nei momenti di difficoltà perché conosciamo la qualità del prodotto che estraiamo che è unica nel settore e forti di questa qualità siamo sempre rinati come la fenice, non dalla cenere, ma dalla ghiaia», spiega con un sorriso orgoglioso l’imprenditore saluzzese che aggiunge: «Quelli che stiamo vivendo sono anni positivi grazie agli effetti dei bonus per la casa, ma anche del Pnrr che consentirà la realizzazione di grandi opere attese da decenni».

Lo spirito imprenditoriale ereditato da madre, zio e nonno ha spinto Paolo Stella e i cugini a investire risorse importanti per la crescita e l’ammodernamento dell’azienda: «Spenderemo quasi 20 milioni di euro in innovazione con l’acquisto di macchinari che consentiranno di rinnovare completamente le macchine utilizzate per l’estrazione. L’acquisto più importante dal 1961 è stato il nuovo impianto di estrazione inerti a draga galleggiante, con benna a motore idraulico da 10 MC e lavorazione e trasporto su nastri galleggianti del materiale naturale estratto. Un macchinario studiato per la nostra azienda che ha consentito di raddoppiare le estrazioni con tempi inferiori e maggiore sicurezza per gli operatori. La portata è di 46 tonnellate e la costruzione è italiana ad opera di Mic di Quintini», chiosa l’imprenditore alla guida di Selghis.

Il futuro è già tracciato con l’acquisizione di un grande impianto di frantumazione e vagliatura inerti che entrerà in funzione nel 2025: «Con questa nuova macchina sarà possibile lavorare gli inerti provenienti da una cava in falda di proprietà con una produzione totale di 400 tonnellate/ora», sottolinea Paolo Stella.

Il bacino di cava della Selghis, nel frattempo, è cresciuto sui comuni di Scarnafigi e Ruffia: «Il luogo comune porta a pensare che dove ci sia una attività di estrazione di inerti, l’ambiente risulti compromesso, ma non è il nostro caso, perché fin dagli anni Ottanta l’azienda si è occupata di rinverdire le aree piantumando sotto la guida di agronomi esperti. Il risultato oggi è una totale assenza di inquinamento nell’acqua del lago della cava, idonea alla balneazione in base ai parametri del Ministero della Sanità», conclude l’imprenditore.

Marcello Pasquero

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