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Politica | 23 giugno 2024, 17:17

Fondazioni bancarie e l'analisi dell'ex vicepresidente dell'Acri Beppe Ghisolfi

Non solo valore economico-sociale per i territori, ma anche politica con lotte di potere per cariche con appetiti irrefrenabili

Fondazioni bancarie e l'analisi dell'ex vicepresidente dell'Acri Beppe Ghisolfi

Da mesi i giornali si occupano della Fondazione CRT, soprattutto dopo le dimissioni del presidente Palenzona. Cosa sta accadendo in questo mondo complesso e sconosciuto? Ne parliamo col professor Beppe Ghisolfi, già vicepresidente dell’Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio) e autore di un volume sulle fondazioni bancarie molto apprezzato e ritenuto da siti specializzati il più importante libro in materia.

Le fondazioni bancarie, al fine di diversificare il patrimonio, hanno negli anni investito in molti settori diventando azionisti importanti in diverse società.

Ciò scatena appetiti incontrollabili perché si tratta di incarichi rilevanti e ottimamente retribuiti e quindi, in parole povere, liti per la spartizione di cariche.

Allora in ultima analisi, lotte di potere?

Di questo si tratta. Insieme ad una lodevole attività istituzionale che le fondazioni svolgono sui territori, ci sono anche i posti da ricoprire. Questi benedetti incarichi generano lotte continue.

E non c’è un rimedio?
Uno semplicissimo che mi permetto di suggerire al Ministro Giorgetti .

I Consiglieri degli organi della Fondazione sono incompatibili con gli incarichi negli Enti e nelle società partecipate”.

Finirebbero tutte le guerre .

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