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Attualità | 23 giugno 2024, 14:30

Tutti pronti per preparare l’acqua di San Giovanni, una tradizione che si perde nel tempo

Le erbe che assorbiranno la rugiada tra il 23 e 24 giugno si nutriranno di proprietà magiche e… buona fortuna

Tutti pronti per preparare l’acqua di San Giovanni, una tradizione che si perde nel tempo

Chi farà l’acqua di San Giovanni stasera? Una tradizione che si tramanda di generazione in generazione e che non smette mai di affascinare. Si tratta dell’acqua profumata che solitamente si prepara durante il tramonto del 23 giugno, giorno che precede la festa della nascita di San Giovanni Battista, per raccogliere la rugiada del cielo.

La magia è direttamente legata al solstizio d’estate, perché come anche William Shakespeare ci racconta, la “Notte di mezza estate” è quella in cui tutto può succedere.

Si racconta anche che le streghe si riunissero attorno ad un antichissimo albero di noce e con i frutti di questi alberi ancora verdi e madidi di rugiada, preparassero il nocino, un liquore considerato terapeutico. Tuttora il nocino viene preparato il giorno di San Giovanni e il raccolto viene fatto al tramonto del 23 giugno.

La leggenda vuole che l’acqua di San Giovanni possieda virtù curative protettrici e che porti salute, fortuna e prosperità, che sia capace di allontanare malattie e calamità e di proteggere i raccolti.

Una consuetudine che affonda le sue radici nelle credenze contadine e che oggi si trasforma in un’esperienza da vivere con i vostri bambini e che aiuta sicuramente a connettersi con la natura.

Ma come si prepara l’acqua di San Giovanni? A partire dal tramonto del 23 giugno bisogna immergersi nel verde, raccogliendo una misticanza di erbe aromatiche e fiori spontanei che serviranno per preparare l’acqua. Le piante devono essere non meno di 24 e tra le tipologie più usate compaiono: iperico (detto anche erba di San Giovanni), lavanda, sambuco, artemisia, malva, fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia, ma anche fiordalisi, camomilla, papaveri, petali di rose e tutto quello che vorrete.

Si raccomanda di rispettare la natura durante la raccolta delle erbe, di non raccogliere quantità eccessive di esemplari e di non estirpare le piante alla radice.

I fiori e i rametti raccolti vanno immersi dopo il tramonto in una bacinella con dell’acqua. È importante, per il rito, che l’acqua e i fiori stiano all’esterno della casa, così da poter assorbire la rugiada e acquisire proprietà “magiche”.

Secondo una delle molte leggende, infatti, la rugiada di questa notte speciale avrebbe delle capacità curative, secondo l’antico proverbio «La guazza (rugiada) di Santo Gioanno fa guarì da ogni malanno».

La mattina del 24 giugno l’acqua sarà usata per lavare mani e viso: rituale propiziatorio e purificatore che porta amore, prosperità, salute e… buona fortuna.

Silvia Gullino

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