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Attualità | 23 giugno 2024, 11:30

Gabriele Roberto porta la Langa nel Mondo attraverso Netflix [VIDEO]

Il compositore albese autore delle musiche della serie “La vita che volevi” di Ivan Cotroneo, continua a inanellare successi

Gabriele Roberto_Foto di Barbara Guazzone

Gabriele Roberto_Foto di Barbara Guazzone

Come in pratica tutti gli anni, Gabriele Roberto, compositore albese trapiantato in Giappone, torna per il periodo estivo nella sua terra d’origine, le Langhe, che come lui stesso dice è spesso, oltre che luogo di relax, anche fonte d’ispirazione.
Ama la sua terra d’origine e l’Italia nonostante la scelta di vivere all’estero.

Nato a Cuneo nel 1972, si è diplomato in composizione al Conservatorio di musica “Antonio Vivaldi” di Alessandria, successivamente ha conseguito il Postgraduate Diploma in Composition al Royal College of Music di Londra, sotto la guida del maestro Joseph Horovitz. Gabriele Roberto è l’unico compositore italiano ad essersi aggiudicato il Japan Academy Award, il più prestigioso riconoscimento per un musicista in ambito cinematografico in Giappone.
Scrive e compone soprattutto musiche per film, serie TV, videogiochi e pubblicità per il mercato giapponese, italiano e cinese, ma anche musica da concerto, come il concerto per tromba e orchestra commissionato nel giugno 2015 dalla "Japan Philharmonic Orchestra", eseguito poi in prima mondiale al "Tokyo Metropolitan Art Space" e alla "Yokohama Minato Mirai Concert Hall", piuttosto che come orchestratore nel 2016 ha arrangiato una nuova versione per grande orchestra del celebre brano “Con Te Partirò”, per il Andrea Bocelli.
Tornando al cinema le sue collaborazioni sono tante con registi quali: il vincitore del BAFTA Michael Radford, Tetsuya Nakashima, Pang Ho Cheung, Tsutsumi Yukihiko, Ivan Cotroneo, Pappi Corsicato, Ferdinando Cito Filomarino, Lucio Pellegrini, Gabriele Salvatores, Maria Sole Tognazzi, con i quali ha lavorato per produzioni come Indigo Film, Fandango, RAI Cinema, Ascent Film, NHK, TOHO, Fuji TV.

GUARDA QUI IL VIDEO:

Da settembre – racconta Gabriele Roberto - in Giappone uscirà un film di cui ho realizzato parzialmente le musiche, tratto da un anime, un famoso manga giapponese, è un thriller che racconta la storia del matrimonio di un tale signor Arata, a questo ho lavorato lo scorso anno parallelamente alla serie. Attualmente invece sono coinvolto in un progetto per la realizzazione di un musical, una sorta di Moulin Rouge giapponese ambientato a Tokyo durante la prima guerra mondiale, che come in uno spettacolo di cabaret, coinvolge attori, ballerini e cantanti. Si tratta di un lavoro piuttosto complesso e lungo, perché si tratta di fare le musiche prima del girato, in modo che gli attori imparino canzoni e coreografie e poi in un secondo tempo, verrà realizzata la colonna sonora. Questo è un progetto che abbraccia tantissimi generi musicali, io mi occuperò di quello più classico, più per big band, più jazzy, ma ci saranno anche altre parti, pop, rap e addirittura trap.Spesso quando sono qui lavoro per dei progetti giapponesi, ma anche il contrario in Giappone lavoro per progetti italiani; infatti, la serie Netflix l’iniziai in Giappone per poi finalizzarla qui in Italia”.

Per chiudere proprio con la serie Netflix, La vita che volevi” di Ivan Cotroneo, Gabriele Roberto ci racconta che Cotroneo nel chiedergli se avesse voluto lavorare alla serie, gli disse: “vorrei una musica suonata da cento violini!”, una richiesta un po’ in controtendenza rispetto alle “mode” musicali del momento, ma soprattutto pensando a una serie televisiva programmata dalle attuali piattaforme Netflix, piuttosto che Prime o Apple, che difficilmente utilizzano brani per un’orchestra di molti elementi, invece la produzione l’ha accolta favorevolmente. 


Andrea Olimpi

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