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Curiosità | 21 giugno 2024, 15:35

Buona lettura dal Caffè Letterario di Bra con “Colazione da Tiffany” di Truman Capote

Il libro ideale per combattere il brutto tempo, seduti comodi sul divano e tisana alla mano

Buona lettura dal Caffè Letterario di Bra con “Colazione da Tiffany” di Truman Capote

L’estate che sembra (quasi) autunno. Sono giorni che piove, roba che il Corvo col suo «Non può piovere per sempre» si rimangerebbe tutto. Motivo per cui non esiste momento migliore per sedersi in poltrona, prepararsi una tisana e leggere un buon libro.

Il Caffè Letterario di Bra suggerisce “Colazione da Tiffany”, un grande classico che non smette di affascinare. Una storia romantica dove alla fine a vincere sono i buoni sentimenti: sulla superficialità, sul denaro, sui beni materiali.

Il romanzo di Truman Capote, dal quale fu liberamente tratto il celeberrimo film con Audrey Hepburn, mette al centro la figura di Holly Golightly. Una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica; intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing; O. J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood; il “vecchio ragazzo” Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato.

La narrazione in prima persona è condotta dal barista Joe e prende le mosse dal ritrovamento di alcune foto, pubblicate su un giornale, che ritraggono a prima vista una scultura primitiva africana del tutto somigliante a Holly Golightly.

Parte così un lungo flashback che racconta dell’amicizia tra il narratore-innamorato e l’affascinante Holly, che per un periodo fu sua vicina di casa nell’Upper Side. Ne emerge il ritratto di una ragazza alla ricerca del suo posto nel mondo, un posto come la gioielleria Tiffany, dove sentirsi protetta e al sicuro. Sua unica e fissa compagnia è un gatto rosso.
L’energia instancabile di Holly in mezzo al trambusto di una vita fatta di cene, feste ed incontri con ricchi e facoltosi uomini, dai quali si fa elegantemente mantenere, sembra ritrarre uno stile di vita frivolo e sregolato. Ma questa apparente superficialità si rivela un modo per nascondere una forte solitudine e grandi dolori.

Diverso e più scanzonato il film, nel quale c’è il lieto fine che invece nel romanzo rimane sospeso, lasciando aperta la speranza del narratore-amico-innamorato che la giovane ragazza alla ricerca della felicità, l’abbia alla fine davvero trovata.

Sebbene sia stato scritto nel 1958, le emozioni che trasudano da queste pagine confermano un fatto: alcuni libri possono invecchiare anche meglio del buon vino.

Silvia Gullino

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