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Politica | 15 giugno 2024, 12:39

Con la mancata elezione di Martinetti in Regione il M5S perde ogni rappresentanza istituzionale nel Cuneese

Il partito, fondato da Grillo e oggi nelle mani di Conte, nella Granda è precipitato al 5,26% alle europee e al 4,53% alle regionali. Dieci anni fa, in provincia, era al 26%; nel 2018 al 22% e alle ultime politiche (settembre 2022) al 6,46%

Ivano Martinetti

Ivano Martinetti

 

Non ce l’ha fatta il generoso Ivano Martinetti a ritornare a Palazzo Lascaris.

Il suo partito, il Movimento 5 Stelle, perde con lui l’ultimo rappresentante perché da questo momento, in tutto il Cuneese, non c’è più un esponente pentastellato in qualsivoglia istituzione, dal Parlamento ai Comuni, passando per Regione e Provincia.

Alle europee il M5S ha ottenuto in provincia di Cuneo 14.285 voti (5,26%) e alle regionali 8.212 (3,42%); i voti alla candidata presidente Sarah Disabato erano però 4.000 in più, 12.474 (4,53%).

Ad Alba, il partito di Martinetti prende il 3,37% e lui, stretto tra una miriade di forti candidati locali, racimola nella sua città appena 111 preferenze personali.

In tutto ne ha messe insieme 493, cinquanta in meno di quelle ricevute nel 2019 e che gli avevano consentito l’elezione in Regione.

Non c’è forse parabola più eloquente di quella pentastellata per documentare la volatilità del voto di questi ultimi anni.

Il M5S, dal 2013 ad oggi, ha disperso nel Cuneese un patrimonio di decine di migliaia di voti.

Dal picco massimo ottenuto alle politiche del 2013 col 26,3%, i consensi sono sempre andati calando fino a scendere sotto la soglia del dieci per cento (9,6%) alle europee di cinque anni fa.

 

Alle consultazioni politiche nazionali del marzo 2018 la percentuale oscillava tra il 22,4% (collegio camerale di Cuneo) e il 23,1% (collegio di Alba).

Alle ultime elezioni politiche del settembre 2022, la percentuale era crollata al 6,46%.

E pensare che per due governi una deputata “grillina” cuneese, Fabiana Dadone, è stata ministra della Repubblica, prima alle Politiche giovanili poi alla Pubblica amministrazione.

Un partito, quello dei 5 Stelle, che in due lustri non è riuscito a strutturarsi nella Granda.


Giampaolo Testa

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