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Politica | 24 maggio 2024, 18:37

Bra, il candidato sindaco Massimo Somaglia: "Per me la politica è lavorare per la mia città. Con Alba non c'è contrapposizione"

L'aspirante primo cittadino sostenuto dal centrodestra ricorda gli esordi in politica, gli anni della sua giovinezza e le persone che lo hanno influenzato: "Beppe Mamino e Raffaele Costa. Sono orgoglioso della mia braidesità, abbiamo un grande potenziale"

Massimo Somaglia, candidato a sindaco per la coalizione di centrodestra

Massimo Somaglia, candidato a sindaco per la coalizione di centrodestra

Massimo Somaglia, candidato a sindaco di Bra col sostegno del centrodestra e di sei liste di cui due civiche è nato nella città della Zizzola 58 anni fa. Lo incontriamo nella sede elettorale della sua coalizione, nella centralissima via Vittorio Emanuele II, ed è sincero quando dice: "Ho sempre amato questa città, non andrei a vivere altrove nemmeno ne avessi l’opportunità…".

Ha un figlio, Federico, un nipote di pochi mesi, un fratello di nome Giovanni e vive a Bra con la compagna Chiara. Dal 1999 al 2004 è stato presidente del Consiglio comunale di Bra, dal 2004 al 2009 membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Socio-Assistenziale Intesa, dal 2010 al 2014 consigliere provinciale. Assessore al Turismo, Manifestazioni, Sport durante la giunta di Franco Guida, lavora in una filiale bancaria a Carmagnola.

La sua famiglia è storicamente braidese?
"Esatto, sia da parte di mamma Francesca che da papà Renato, e questo è senz’altro uno dei motivi di questa mia passione per Bra e per il suo territorio. Paradossalmente ho quasi sempre lavorato in altre città, un rammarico in fondo, anche se la lontananza mi ha spinto ad impegnarmi nel suo tessuto sociale, nello sport, nell’associazionismo e nella politica braidese".

Qual è il ricordo della città da bambino a cui è più legato?
"Ricordo i 'Giardini della stazione' com’erano nei primi anni ’70, quando c’era perfino un piccolo giardino zoologico con i pavoni che spaventavano le alunne delle scuole vicine. Mi ci portava la nonna e incontravamo sempre un personaggio storico chiamato “Cavalot”, che salutava tutti dicendo “Ciao Nini!”. E ricordo anche bene quando alla caserma “Trevisan” c’erano gli alpini che si esercitavano nell’area oggi Parco Atleti Azzurri alla Madonna dei Fiori: uno spettacolo per noi bambini"

Massimo Somaglia adolescente si interessava già di temi politici?
"Ho frequentato ragioneria, ma in quel periodo, 'Gli anni di Piombo' a Bra si sentivano poco gli effetti del terrorismo e dei problemi internazionali. Però …

Però?
"In casa se ne parlava eccome. Mio papà è stato consigliere comunale nelle file dell’allora Partito Liberale ed è stato lui a trasmettermi l’interesse per i temi politici. Frequentavo la locale sezione del partito e in occasione delle elezioni facevamo volantinaggio e attaccavamo i manifesti elettorali. Purtroppo mio padre è mancato quando avevo 19 anni. È stato un esempio importante per me".

Ci sono state altre persone che le hanno trasmesso la passione per il dibattito politico e i temi sociali?
"Certamente il compianto Beppe Mamino e con lui l’onorevole Raffaele Costa, che mi incaricò di aprire il primo nucleo di Forza Italia a Bra nel 1994. Per me la politica è sempre stata una questione civica legata alla mia città, infatti la mia prima candidatura, da giovanissimo fu alle comunali. Nell’amministrazione e nella gestione della macchina pubblica ho imparato moltissimo dal sindaco Franco Guida: gli devo molto, mi scelse come assessore, da lui ho compreso l’importanza di ascoltare, mediare, trasformare le idee in progetti reali e pratici"

Quali letture, film, incontri l’hanno influenzata da giovane?
"Ho sempre letto volentieri i giornali, quotidiani e settimanali. Come ho già detto da giovane mi ritrovavo molto nell’anima liberale di Raffaele Costa".

Chi è la persona “famosa” che ha conosciuto perché in visita o di passaggio a Bra che più l’ha impressionata per carisma o capacità?

"Carlin Petrini innanzitutto, col quale ho avuto il piacere di organizzare la prima edizione di Cheese, in qualità di assessore. Poi, sicuramente Chiara Lubich, che in pochi minuti di conoscenza mi ha lasciato qualcosa di molto importante, che porto nel cuore ancor oggi".

Passioni? Hobby? Sport?
"Sono stato presidente per anni del Volley Bra e ho sempre seguito da appassionato tutti gli sport. Mi piacciono le camminate in montagna e in collina e in genere io e la mia compagna Chiara le abbiniamo agli incontri con la buona tavola della nostra regione. Il mio hobby preferito attualmente è il mio nipotino Filippo, 14 mesi di pura gioia di vivere.

Tifoso appassionato?
"Sono juventino e per un certo periodo tifosissimo di Valentino Rossi.

Tra Alba e Bra c’è da sempre una certa rivalità. Come la vivete quella che viene chiamata “albesità”?
"Siamo due realtà con grandi potenzialità differenti. Il dualismo c’è e c’è stato, ma noi non dobbiamo rincorrere Alba, così come il Roero non deve rincorrere le Langhe, essendo in possesso di proposte differenti. Quando è nata l’ATL, quando si sono fatte operazioni congiunte, quando si sono avute intuizioni e progetti comuni, siamo stati vincenti e dobbiamo continuare a farlo. Io credo molto nella condivisione e nella sinergia fra tutti i territori limitrofi, inclusi Cherasco, Sanfrè, Sommariva del Bosco e tutto il Roero".

Allora una “braidesità” esiste?
"Una “braidesità” esiste direi. E io ne vado fiero perché ho una grande passione per la mia città e la vedo potenzialmente, in futuro ancora più bella, accattivante e vivibile dai suoi cittadini e da coloro che la visitano".

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