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Politica | 18 maggio 2024, 09:35

Strade bianche, filiera del legno, maestri di sci, modifica di Statuto e regolamento, residui vegetali. Bongioanni: "Ecco le leggi regionali che ho ideato"

Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Lascaris si ricandida in Regione alle elezioni dell'8 e 9 giugno

Paolo Bongioanni

Paolo Bongioanni


«Le leggi regionali sono provvedimenti molto concreti che, anche quando non fanno clamore, vanno a innovare, semplificare e sburocratizzare norme precedenti, o definiscono per la prima volta temi e ambiti fondamentali per lo sviluppo dei nostri territori, e stanziano risorse per il territorio».  Sei nuove leggi regionali approvate nella legislatura che si sta concludendo portano la firma di Paolo Bongioanni come ideatore, promotore e primo firmatario.

«Sono tutte norme nate dal basso – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Lascaris - che ho scritto grazie al contributo e al confronto con amministratori, imprese, categorie. Colgo qui l’occasione per ringraziarli tutti di cuore. E ovviamente ribadisco il mio impegno a monitorare e seguire nella nuova legislatura la loro concreta applicazione qualunque ruolo io sia chiamato a ricoprire».

Ogni nuova legge regionale è un tassello che va a migliorare e ammodernare un qualche aspetto della vita quotidiana dei cittadini piemontesi. Come estendere la possibilità per tanti Comuni di smaltire i residui vegetali di sfalcio e disbosco non secondo la macchinosa e burocratica procedura dei rifiuti speciali, ma come residui agricoli naturali. «La prima legge che ho fatto approvare – ricorda Bongioanni - è stata nel 2020 proprio quella che permette ai nostri Comuni montani di aumentare i giorni nei quali possono smaltire in deroga i residui di materiale boschivo attraverso la pratica degli abbruciamenti vegetali». Una tecnica tramandata dalla saggezza dei nostri nonni, tradizionale ed ecosostenibile. «Quest’anno, con un mio emendamento, sono riuscito ad estenderla anche a tutti i Comuni di collina e di pianura del Cuneese e dell’intero Piemonte che in precedenza, a causa di una normativa vecchia di oltre trent’anni, ne erano esclusi».

La seconda legge firmata Bongioanni è quella che, con un finanziamento di un milione e mezzo ogni anno, estende a tutto il Piemonte il modello di recupero e valorizzazione turistica delle strade storiche di montagna iniziato proprio dal Cuneese con la Via del Sale. Un’idea rivoluzionaria e che arriva da lontano, cui dedicheremo un approfondimento nei prossimi giorni.

Altro esempio di legge “nata dal basso” è quella sulla filiera del legno piemontese. Anni di incontri e confronti con imprese e professionisti del settore, con enti locali e associazioni di categoria hanno preso forma in un progetto che Bongioanni ha portato in Consiglio regionale e seguito in tutti i passaggi fino all’approvazione. «Il legno prodotto dai boschi e foreste piemontesi – spiega il consigliere - è di qualità eccezionale. Basterebbe a soddisfare il fabbisogno dell’intera regione, rendendola autosufficiente rispetto alle importazioni». Mancava però una legge che connettesse tutti gli anelli della filiera per riorganizzare e sostenere in modo organico il settore. «Quella legge ora c’è. È la n. 27 del 2023. Stanzia ogni anno tre milioni di euro per tutti i soggetti coinvolti: dalla gestione del bosco alle prime fasi di lavorazione per arrivare al segmento del lavoro artigianale e industriale con una specifica attenzione alle figure professionali che ad esso si dedicano, dando vita alla filiera corta». La nuova legge interviene sulla cura ambientale e produttiva dei boschi, fondamentale per l’assetto del territorio e la prevenzione idrogeologica. Incentiva l’innovazione tecnologica delle segherie, il lavoro e la formazione dei boscaioli, l'acquisto di nuovi macchinari. Promuove l’uso industriale del legname piemontese nell’edilizia e carpenteria e introduce il marchio di qualità del mobile made in Piemonte. «È stato per me un grande onore illustrarla, fra l’altro, proprio al Centro del Legno di Isasca dove vengono formati i giovani professionisti di domani».

Porta la firma di Bongioanni anche la legge, approvata lo scorso 28 marzo, che aggiorna dopo oltre trent’anni la professione del maestro di sci. Una figura che in Piemonte vede oltre 3.700 professionisti abilitati, fondamentale in quell’asset economico della nostra montagna che è il turismo sportivo invernale. «La mia riforma introduce per i maestri neo-abilitati il praticantato obbligatorio retribuito, con l’obiettivo di accrescere ancora la loro professionalità e rispondere in modo adeguato alle trasformazioni che la pratica sciistica e le esigenze di sicurezza hanno conosciuto negli ultimi decennii».

E come tutte le macchine, anche quella della Regione ha la necessità di fare ogni tanto il tagliando e la revisione. Anche qui Bongioanni si è fatto promotore di una riforma. «Su mia proposta e senza alcun aggravio di costi, il voto dell’Aula ha introdotto nello Statuto e nel Regolamento del Consiglio Regionale modifiche volte a migliorare la funzionalità della macchina regionale e a rendere più efficace il raccordo fra l’azione della squadra di governo e chi rappresenta in Consiglio le istanze del territorio».

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