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Attualità | 17 maggio 2024, 07:07

Il presidente della Croce Rossa di Alba Luigi Aloi lascia dopo 12 anni: "Il Covid la sfida più impegnativa"

Sono passati tre mandati, di cui due consecutivi. Domenica si svolgeranno le elezioni degli organi dei comitati locali. "Guidare 400 volontari e sei sedi una grande responsabilità"

Per l'ingegnere Luigi Aloi tre mandati da presidente del Comitato locale della Croce Rossa albese

Per l'ingegnere Luigi Aloi tre mandati da presidente del Comitato locale della Croce Rossa albese

Ricordi, passione e tantissima energia devoluta al volontariato: l'ingegnere Luigi Aloi, presidente della Croce Rossa di Alba, dopo 12 anni e due mandati consecutivi, dovrà lasciare la carica, come prevede il nuovo statuto. Domenica 19 maggio si svolgeranno le elezioni degli organi dei comitati locali, e lui fa un bilancio della sua esperienza.

Che esperienza è stata la sua?
Fare volontariato è qualcosa di appagante, ma impegnativo, toglie tempo alla famiglia, al tempo libero, al lavoro e agli amici. Devi cercare di essere motivato e di dare il massimo alle persone in difficoltà, vulnerabili e malate, di cui ci occupiamo. Fare il presidente della Croce Rossa vuol dire avere la responsabilità di una realtà importante con 400 volontari, 10 dipendenti e un bilancio che supera i 900 mila euro”.

Ci sono diverse strutture.
Abbiamo una grossa estensione territoriale perché oltre ad Alba, ci sono sedi ad Albaretto, Monforte, Monticello, Montà e Neive: quindi ci sono sei sedi, con oltre 50 mezzi e tante cose da fare e situazioni da gestire”.

Dovesse scegliere un episodio da ricordare?
Il punto di svolta in positivo e in negativo è stato il Covid. Abbiamo affrontato una realtà a cui non eravamo preparati, abbiamo dovuto pensare a dei protocolli per salvaguardare i nostri volontari e proteggere le persone che andavamo a soccorrere. Lo ricordo come un periodo molto difficile. Siamo arrivati a un buon risultato grazie allo spirito di collaborazione, per noi l’emergenza Covid è finita con la preparazione alle vaccinazioni. Ora siamo più preparati”.

Perché un giovane dovrebbe venire in Croce Rossa?
Rappresentiamo un’esperienza di volontariato aperto, offrendo servizi a 360°. Ovviamente le attività sanitarie sono quelle più conosciute, ma ci sono quelle di protezione civile, con i giovani o estere legate al diritto umanitario. Ognuno può trovare qualcosa cucito a sua misura”.

Al centro c'è la formazione.
“La preparazione è fondamentale, non possiamo penalizzare o fare danno a coloro che dobbiamo aiutare. Abbiamo un catalogo di formazione molto ampio, che va dal percorso per i cinofili alla guida dei droni. Il corso generale dà un’infarinatura e poi c’è quello più specifico”.

Daniele Vaira

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