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Alba | 12 maggio 2024, 16:35

Farinél/ L’assemblea di Banca d’Alba: un grande rito collettivo

20.000 presenze in piazza Medford per quella che è l’assemblea più partecipata del credito cooperativo in Italia, in attesa del palazzetto multifunzionale nelle ex edizioni paoline

Farinél/ L’assemblea di Banca d’Alba: un grande rito collettivo

La mia prima volta all’assemblea di Banca d’Alba, all’appuntamento cerchiato in rosso sul calendario per 63 mila soci dell’istituto di credito nato dalla fusione delle casse rurali di Diano d’Alba, Gallo di Grinzane Cavour e Vezza d’Alba.

Sono stati in 20 mila a ritrovarsi in piazza Medford in una calda domenica di metà maggio per l’approvazione del bilancio annuale della banca. Un bilancio presentato da Enzo Cazzullo alla sua prima assemblea da direttore generale che si chiude con 78,2 milioni di utili, in linea con il record di 80 milioni del 2022 e un volume d’affari in crescita del 4% a 11,6 miliardi di euro. Gli indicatori sono in costante ascesa (Tier1 al 22% e Total Capital Ratio al 24,1%) e su valori ben superiori alla media del sistema bancario.

Una gestione che è riuscita a reggere il colpo della crisi Egea, come ricordato dallo stesso direttore.

Più che dal bilancio ero incuriosito dalla assemblea in sé, preceduta ogni anno dalla domanda fatidica: “Cosa regalerà quest’anno Banca d’Alba ai soci”. Si tratta del quesito che serpeggia e aleggia sulla città per settimane, tra indiscrezioni e fake news, tra conferme e smentite.

E finalmente arriva il giorno dell’assemblea, nella fattispecie oggi. C’è chi già alle sette assiepa le transenne per poter essere il primo a “spoilerare” nei gruppi i regali, il ferro da stiro veniva dato quasi certo, la vaporiera elettrica era tra le ipotesi più suggestive così come il tritatutto, meno pronosticato invece l’aspirabriciole senza filo.

Ogni anno ci si divide tra scontenti ed entusiasti, tra chi sperava in qualcosa di diverso e chi gioisce per aver atteso a comprare un elettrodomestico che ora riceverà presso la propria abitazione.

Arrivo ad Alba alle 8 passando dalla tangenziale per evitare ingorghi, la città si sta risvegliando, poca gente in giro, ma in meno di un’ora la popolazione dell’ancora sonnecchiante Alba quasi raddoppierà.

L’arrivo in piazza Medford è un vero e proprio rito, prima alla spicciolata e poi a frotte. C’è chi è partito di buon’ora dalla Liguria in pullman, chi è arrivato da Corneliano in bici, chi come il direttore Cazzullo arriva a piedi, nonni con nipoti, coppie di giovani, tanti bambini che affollano l’area bimbi del Palazzo mostre e congressi.

Si va dalla giacca e cravatta per gli uomini e splendidi tailleurs comprati per l’occasione per le donne a mise meno ricercate, con qualche immancabile caduta di stile, comunque in un contesto di diffusa eleganza, perché l’assemblea di Banca d’Alba è da sempre l’occasione per sfoggiare quel vestito rimasto in naftalina tutto l’anno.

Vedo persone che non incontravo da anni. Dalle 8.30 i più lungimiranti iniziano a registrarsi e imbucano la cartolina nell’apposita urna scegliendo tra i quattro regali disponibili. Qualcuno scappa con una scusa e tenterà di tornare in tempo per il pranzo, fa tutto parte del gioco di quell’umanità variegata che popola l’assemblea. A poco a poco il tendone allestito in piazza Medford si riempie di qualche migliaio di persone per l’approvazione del bilancio e per le assemblee ordinaria e straordinaria.

Ad aprire le danze è il presidente Ernesto Cornaglia, raggiante, per tutti è semplicemente Tino, perché Banca d’Alba è così, l’istituto di credito della porta accanto divenuto un colosso rimanendo nella porta accanto e continuando a parlare piemontese.

Uno dopo l’altro vengono approvati all’unanimità tutti i punti all’ordine del giorno, il presidente della Regione Alberto Cirio, in partenza per Vicenza, in direzione adunata degli alpini, ricorda come l’assemblea di Banca d’Alba rappresenti il momento più atteso dell’anno per le Langhe e Roero, con la Fiera internazionale del tartufo bianco. Nel frattempo, sfilano migliaia di soci muniti di cartolina, è un via vai continuo di famiglie e di coppie in una giornata caldissima.

Durante l’assemblea il presidente Cornaglia svela i primi rendering del palazzetto multifunzione che sorgerà in corso Liberazione e che dovrebbe regalare alla città di Alba una delle strutture più moderne e all’avanguardia per lo sport e gli eventi in Italia.

Finita l’assemblea inizia la coda per il pranzo, un vero gioco a incastri con una organizzazione magistrale: pensate a quanta fatica per preparare un pranzo a casa per 20 persone a Natale o al vostro compleanno e moltiplicate per mille.

Il pranzo fa tutti contenti e l’attesa è, tutto sommato, di pochi minuti. Ci si parla, ci si conosce, i problemi per un giorno sono confinati altrove. Incontro amici perduti da tempo e scambio un sorriso con tutti. Dopo il lauto pranzo è ora di tornare a casa, un signore mi saluta e mi chiede: “Su cosa scriverai il Farinél di oggi”. Rispondo “Chissà”.

Marcello Pasquero

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