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Curiosità | 01 marzo 2024, 08:36

Benvenuto marzo “pazzerello”: guarda il sole e prendi l’ombrello

Proverbi, curiosità e la simpatica storia del terzo mese dell’anno

Benvenuto marzo “pazzerello”: guarda il sole e prendi l’ombrello

E siamo a marzo. Pronti ad abbandonare il cappotto? Aspettate… non si sa mai! Ce lo dice il proverbio: «Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello».

Terzo mese dell’anno nel calendario gregoriano, a marzo inizia la primavera, le giornate si allungano, anche per via dell’introduzione dell’ora legale, nell’ultima domenica di marzo, con le lancette dell’orologio che vengono spostate in avanti di un’ora. Il sole ci bacia ed iniziamo a sognare l’estate.

Perché si chiama così

Marzo deriva dal latino Martius, ovvero il nome di Marte dio della guerra, poiché era proprio nel mese di marzo che in genere iniziavano le guerre. Marte era molto importante nell’antichità anche come divinità dei raccolti primaverili. Inoltre era considerato come un dio dall’umore instabile ed irascibile. Il suo brutto carattere, dal punto di vista meteorologico, si ritrova nelle caratteristiche del mese di marzo, secondo l’esperienza contadina: pur mostrando netti segni di fine inverno con fiori e germogli, giornate calde, uccellini intenti alla fabbricazione del nido e risveglio della natura in genere, di lui occorre sempre diffidare per i suoi sbalzi di freddo, improvvisi e dannosi. Marte rappresenta però anche la forza capace di affrontare e superare le difficoltà, proprio come i germogli che, ormai abbastanza forti, rompono la terra.

Primo mese dell’anno

Fino al 46 a.C. nell’antica Roma era vigente il calendario che divideva l’anno in dodici mesi come è in funzione anche oggi, ma con numerazione leggermente diversa: sostanzialmente rispetto al calendario attuale, l’anno iniziava il 1° marzo. Due mesi dopo rispetto ad oggi, in cui si conserva questa impronta: settembre era il settimo mese dell’anno e dicembre il decimo. Anche i mesi di luglio e agosto seguono l’impronta della Roma antica: inizialmente il mese di luglio era chiamato Quintilis (quinto mese) ed agosto Sextilis (sesto mese). La riforma del calendario, promulgata da Giulio Cesare ed introdotta nel 46 a.C., introdusse il nome “luglio”, in suo onore. In futuro anche Ottaviano Augusto avrebbe avuto il suo mese: il mese di agosto.

Marzo nella storia

Un celebre momento storico legato a questo mese è rappresentato dalle idi di marzo, ovvero l’assassinio di Gaio Giulio Cesare, avvenuto il 15 marzo del 44 a.C. per mano di un gruppo di senatori che si consideravano custodi e difensori della tradizione e dell’ordinamento repubblicano e che, per loro cultura e formazione, erano contrari ad ogni forma di potere autoritario. Temendo il potere di Cesare e la paura che volesse proclamarsi re di Roma, circa 60 o 80 senatori, guidati da Gaio Cassio, Marco e Decimo Bruto congiurarono per uccidere il dittatore. Tra loro vi erano anche sostenitori di Cesare che furono spinti a compiere questo assassinio prevalentemente da motivi personali: per rancore, invidia e delusioni per mancati riconoscimenti e compensi.

Marzo nella musica

Se marzo fosse una canzone potrebbe essere la bellissima “4 marzo 1943” di Lucio Dalla. Presentata a Sanremo nel 1971, fu la rivelazione del festival, classificandosi al 3º posto. Il brano racconta la storia di una ragazza madre che ha un figlio con un soldato alleato. In un primo tempo il titolo del brano era Gesùbambino, ma fu giudicato irrispettoso, per cui il maestro Ruggero Cini l’aveva sostituito con la data di nascita del cantautore che era, appunto, il 4 marzo 1943. L’autrice del testo Paola Pallottino, aveva spiegato che “Gesùbambino” voleva essere un suo ideale risarcimento a Lucio, perché era rimasto orfano dall’età di 7 anni.

Eventi più importanti

8 marzo: si celebra la giornata internazionale della donna, più comunemente detta Festa della Donna;

14 marzo: ricorre il giorno del Pi greco, basato sul fatto che in inglese le cifre del numero (3-14) possono essere lette come l’omonima data;

19 marzo: cade la ricorrenza della festa del papà, in coincidenza con l’onomastico di San Giuseppe;

21 marzo: convenzionalmente è la data dell’equinozio di primavera, sebbene il giorno esatto possa variare di anno in anno;

25 marzo: Luna Piena del Verme;

31 marzo: Pasqua.

Sotto il segno dei pesci

Marzo è il mese che segna il passaggio dall’inverno alla primavera e risulta l’esatto opposto del mese di settembre. Secondo l’astrologia a inizio mese il sole è nei Pesci e dal 21 entra nell’Ariete, mentre astronomicamente il sole si trova nella costellazione dell’Aquario fino al giorno 11, per poi entrare nei Pesci. Nell’immaginario collettivo, marzo è descritto come un mese “pazzo” che renderebbe le persone nate in questo periodo incostanti e volubili.

Leggenda di marzo pazzerello

Il proverbio sulla pazzia marzolina affonda le radici nella saggezza contadina, quando la vita ruotava intorno alle stagioni che influenzavano l’agricoltura e la vita nelle campagne.

Marzo, il pastore e il suo gregge

La letteratura popolare offre tanti proverbi su questo mese, caratterizzato dall’alternanza tra sole e pioggia. Un esempio è il racconto di Ildefonso Neri.

Una mattina, all’inizio della primavera, un pastore uscì con il suo gregge di pecore e incontrò Marzo per la via: «Buongiorno pastore, dove porti oggi il gregge?». Rispose sorridente il pastore: «Lo porto al monte». E Marzo, che era pazzo, architettò un piano: quel giorno, all’improvviso, la brezza tiepida si trasformò in un forte vento e cominciò a diluviare. Ma il pastore aveva visto il viso di Marzo e non gli sembrava avesse buone intenzioni. Così si diresse nella direzione opposta.

Il giorno dopo lo incontrò di nuovo e Marzo chiese: «Pastore come è andata ieri?». Rispose il pastore: «Benone al piano c’era un gran sole!». Marzo dava segni di insofferenza: «E oggi vai lì?». Sempre sorridente, il pastore gli disse: «Sì, ci ritorno. L’erba comincia a essere fresca e le giornate belle». Riprese Marzo: «Molto bene». E il pastore si diresse al monte, mentre al piano cominciò a diluviare.

Insomma, per farla breve, il pastore gli disse sempre il contrario e Marzo non riuscì mai a fregarlo. Si arrivò così alla fine del mese. L’ultimo giorno Marzo disse al pastore: «Eh beh pastore, come va?». Rispose il pastore: «Va bene, ormai è finito Marzo e sono a posto. Non c’è più paura e posso star tranquillo». Replicò Marzo: «Dici bene, e domani dove andrai?».

Il pastore, che ormai non temeva più gli scherzi di Marzo perché ormai era finito, gli disse la verità: «Domani vado al piano, faccio più presto».

Allora Marzo in fretta e furia andò da Aprile, gli raccontò la cosa e, infine, gli disse: «Ora avrei bisogno che tu mi prestassi un giorno». Aprile, senza farsi pregare, gli prestò un giorno.

La mattina dopo, il pastore fece uscire le pecore e andò al piano come aveva detto.

Ma ad una certa ora, mentre il gregge era sparso per i prati, cominciò una tempesta da fare spavento; pioggia a dirotto, vento, neve e grandine. Il pastore ebbe un bel da fare per riportare le pecore all’ovile.

La sera Marzo andò a trovare il pastore, che era accanto al fuoco, senza parole, tutto malconcio, e gli chiese ironico: «Oh pastore, buona serata! Oggi com’è andata?». Gli rispose: «Ah, Marzo mio, sta’ zitto, sta’ zitto, per carità! Oggi è stata proprio nera. Peggio di così neanche a mezzo gennaio; si sono scatenati per aria tutti i diavoli dell’inferno». Marzo, soddisfatto, aveva compiuto la sua missione, “rubando” un giorno ad Aprile.

Ecco perché il terzo mese dell’anno ha 31 giorni ed ecco perché si dice sia pazzerello! Portatevi sempre l’ombrello.


Silvia Gullino

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