/ Cronaca

Cronaca | 29 febbraio 2024, 17:13

"Mi tirò un impasto di pane in faccia": assolto panettiere accusato da un'ex dipendente

L'uomo aveva un'attività commerciale a Fossano. La donna, costituitasi parte civile, ha chiesto un risarcimento di 20mila euro per i maltrattamenti che avrebbe subìto tra il 2018 e il 2020 sul posto di lavoro

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Aveva portato in tribunale a Cuneo il suo ex datore, un panettiere di Fossano, perché a suo dire l’avrebbe maltrattata più volte sul posto di lavoro.

La donna, di origini romene, era stata alle dipendenze dell’imputato per diciassette anni, dal 2003 al 2020. Nell'ultimo periodo, aveva spiegato che la situazione sarebbe degenerata al punto che l’uomo sarebbe arrivato a tirarle un pezzo di impasto di pane in faccia.

La ex dipendente, costituitasi parte civile nel procedimento contro il panettiere, ha richiesto un risarcimento di 20mila euro. “Prendevo attacchi di panicoaveva spiegato al giudice Sandro Cavalloe mi diceva che non capivo nulla. Mi disse che avendo 40 anni ed essendo senza figli fosse stato in me si sarebbe suicidato. Ero molto stressata e mi mancava il respiro”.

Nel corso dell’ultima udienza sono stati ascoltati alcuni ex dipendenti del fornaio e tutti hanno riferito che ogni tanto poteva capitare che ci fosse qualche screzio ma che sarebbe stata la donna ad avere un carattere difficile: “Lui ha sempre riconosciuto la sua bravura – ha spiegato un testimone -. Diceva che era una ‘macchina da guerra’ anche se aveva un carattere un po’ spigoloso. Lei sembrava un po’ infastidita perché quando parlavamo in piemontese pensava che ci riferissimo a lei”.

Quanto alle condotte violente che la donna aveva contestato all’uomo, in aula è stato spiegato che in realtà poteva capitare che gli impasti, nella fretta, venissero tirati: “Succedeva che ci lanciassimo gli impasti dei grissini rubatà sulla teglia perché dovevamo lavorare veloci: in un’occasione forse avevo sfiorato la spalla della collega e a lei erano presi i cinque minuti – ha raccontato un lavoratore -. Quel giorno ricordo che lei aveva dato brutte risposte al lavoro: stava lavorando l’impasto della pizza di fianco ad un collega e lui le aveva detto che doveva smetterla di rispondergli male e lei replicò dicendogli “devi smetterla di rispondermi così lo dici a tua madre” e fu lei a lanciargli contro l’impasto”.

Anche la frase riportata in udienza, “se avessi 40 anni e non avessi figli mi sarei suicidato” sarebbe stata male interpretata dalla ex dipendente: “Lui non ha detto così – ha spiegato un testimone – la frase era ‘ti ammorbidirebbe molto il carattere se avessi un figlio’ ”.  

Il giudice, ascoltate le argomentazioni degli avvocati, ha accolto la tesi del difensore dell’imputato, il legale Alberto Summa, assolvendo l’uomo perché il fatto non costituisce reato.

CharB.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

WhatsApp Segui il canale di LaVoceDiAlba.it su WhatsApp ISCRIVITI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium